L’obesità infantile è una delle principali sfide di salute pubblica in Europa. I dati indicano che quasi un bambino su tre vive con problematiche legate al peso corporeo, con una prevalenza maggiore tra i maschi (31%) rispetto alle femmine (28%).
La diagnosi di obesità nei bambini è più complessa rispetto agli adulti. L’obesità infantile, infatti, viene calcolata in base a della tabelle dei percentili che tengono conto dell’età e del sesso. Maschi e femmine crescono in maniera diversa e la distribuzione del grasso corporeo varia tra i due sessi, rendendo quindi la diagnosi di sovrappeso e obesità più complessa rispetto agli adulti.
L’obesità infantile è il risultato di una combinazione di fattori genetici, comportamentali e ambientali. Un peso eccessivo nel bambino o nell’adolescente comporta vari conseguenze salutari, sia immediate sia future, tra cui:
- Diabete di tipo 2. Un bambino in sovrappeso su quattro è affetto dalla sindrome definita “metabolica”, la quale porta ad un aumento significato di casi di diabete di tipo 2, già dalla tenera età;
- Problemi cardiaci. Un eccesso di grasso corporeo causa ipertensione, colesterolo alto e altre problematiche cardiovascolari;
- Problemi respiratori, come la presenza di apnee notturne;
- Problemi psicologici, come bassa autostima e isolamento sociale.
La prevenzione dell’obesità infantile è quindi una necessità in ambito sanitario e in questo articolo voglio fornirvi alcune strategie alimentari adeguate.
Bastano tre semplici regole per far adottare al bambino uno stile di vita sano:
- Seguire un’alimentazione equilibrata;
- Giocare più all’aperto e meno in casa (più movimento);
- Dormire le giuste ore.
Per quanto riguarda l’alimentazione equilibrata, sono naturalmente i genitori che devono dare il buon esempio a tavola e proporre alimenti sani e pasti equilibrati.
La colazione è un pasto fondamentale, in quanto consente di iniziare la giornata in maniera energica, senza arrivare affamati o stanchi alla merenda del mattino o al pranzo. Saltare la colazione significa creare delle difficoltà di concentrazione e di memoria. Ecco un esempio di una corretta colazione:
- 1 tazza di latte o di bevanda vegetale o 1 vasetto di yogurt bianco intero;
- Biscotti secchi semplici, cereali o fette biscottate con qualche cucchiaino di crema spalabile biologica al cacao o miele o marmellata;
- Un frutto fresco, rigorosamente di stagione.
Nella merenda di metà mattina, a scuola, è necessario un alimento leggero ma nutriente, ad esempio:
- Frutta fresca di stagione o frutta secca o un piccolo panino o 1 yogurt bianco intero.
È inoltre fondamentale far assumere ai bambini 5 porzioni tra frutta e verdura, di stagione. Questo è il consiglio più difficile da applicare, in quanto i bambini tendono a non apprezzarne il sapore. È importante coinvolgere il bambino nella preparazione dei pasti. Inoltre, un’ottima idea è la preparazione di piatti unici, come pasta con verdura o pasta/riso con legumi. Quindi, per far assumere il giusto quantitativo di frutta e verdura si può proporre:
- Un frutto di stagione a colazione;
- Un frutto di stagione per le merende del mattino e del pomeriggio;
- Un’insalata a pranzo;
- Una verdura cruda o cotta a cena, anche sotto forma di passato.
La maggior parte degli autori ritiene che l’approccio dietetico migliore sia la dieta mediterranea, la quale prevede un elevato apporto di frutta, verdura, cereali, legumi, olio di oliva e frutta secca, con prevalente assunzione di pesce e carni bianche, piuttosto che carne rossa, derivati del latte e dolci. In questo modo la dieta mediterranea favorisce anche l’apporto di fibre, di sostanze ad azione antiossidante e di acidi grassi essenziali.
Naturalmente, se si vuole ottenere un calo di peso, la personalizzazione del piano dietetico è fondamentale e in questo è necessario farsi supportare da professionisti perfezionati nel settore.
In definitiva, senza ossessionare i bambini, occorre aiutarli a comprendere l’importanza di un’alimentazione sana ed equilibrata. Insegnare a nutrirsi significa anche educare a volersi bene, cominciando dal rispetto del proprio corpo. Serve tempo, pazienza e costanza ma non è una sfida impossibile da superare.
*La dottoressa Gemma Moscioni, Biologa Nutrizionista, laureata in Biologia cellulare e molecolare presso l’Università degli Studi della Tuscia (110 cum laude), successivamente perfezionata con Master Universitario di II livello in: “Nutrizione personalizzata, basi molecolari e genetiche”, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata (110 cum laude). Ha sviluppato competenze riguardanti la Nutrizione personalizzata e la Nutrigenetica, focalizzandosi sul ruolo che gli alimenti hanno nell’espressione genica dell’individuo.
Attualmente lavora come Biologa Nutrizionista a Viterbo e provincia e affianca alla libera professione l’insegnamento dell’educazione alimentare. Si occupa di problemi del disturbo alimentare nell’adolescenza.
Studio: Viterbo – via Friuli, 18
Contatti: 329 536 6678
www.biologamoscioni.it
Pagina Fb: Dott.ssa Gemma Moscioni – Biologa Nutrizionista
Email: bionutrizione.moscioni@gmail.com
























