Nepi, da beni della mafia ad azienda agricola sociale

agricoltura sociale

Un bene confiscato alla mafia e assegnato – il primo nella provincia di Viterbo – a quattro cooperative sociali che avranno il compito di ristrutturare e organizzare i locali e gli spazi esterni, avviare attività di agricoltura biologica, promuovere e avviare un’offerta ampia di servizi socio-riabilitativi. E’ questo il senso del progetto “Crocevia: agricoltura sociale, cooperazione, inclusione e legalità”, che verrà presentato mercoledì 17 dicembre alle ore 14.30 durante un incontro presso la sala conferenze stampa della Camera dei Deputati, in Via della Missione 4, Palazzo Montecitorio, Roma.

Il bene, di circa 5 ettari e al cui interno sorgono diversi fabbricati, si trova a Nepi ed è stato assegnato al Comune per essere restituito alla cittadinanza tramite servizi di utilità sociale in favore di persone in situazione di disagio provenienti dal territorio del distretto VT5. L’obiettivo finale è quello di realizzare un’azienda agricola sociale a conduzione biologica, nella quale attuare sia attività riabilitative e formative, sia attività per sostenere e promuovere l’integrazione sociale e lavorativa di persone in situazione di disagio, attraverso la realizzazione di un programma di agricoltura sociale articolato e complesso con lo scopo di integrare l’agricoltura sociale nella rete dei servizi socio-sanitari. Offrendo, in tal modo, risposte adeguate ai bisogni della popolazione, in un’ottica di ripensamento ed adattamento innovativo di quei processi e strumenti che sono da sempre appartenuti al mon do agricolo per adattarli alle necessità odierne.

La multifunzionalità dell’agricoltura, infatti, permette di realizzare percorsi terapeutici, riabilitativi, formativi, di integrazione e recupero sociale, di tirocini lavorativi a favore delle fasce deboli della popolazione (persone adulte con disabilità psichiatriche e intellettive, dipendenti da alcool o droghe, minori con disabilità cognitiva e/o devianza sociale e immigrati) e può contribuire non solo al benessere e alla realizzazione personale dei suoi beneficiari ma anche al miglioramento e allo sviluppo di un’area rurale, appunto confiscata alla mafia. Partner del progetto sono l’impresa agricola sociale Fattorie Solidali (capofila del progetto) e le cooperative sociali Alice, Gea e Punto e a capo.

Alla conferenza stampa parteciperanno l’onorevole Alessandra Terrosi, il sindaco di Nepi Pietro Soldatelli e i presidenti delle cooperative che operano nel progetto.

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