Nell’Agro falisco rinvenuto antico acquedotto preromano risalente al VI secolo avanti Cristo

Momenti di tensione e intervento dei vigili del fuoco e dei soccorsi hanno preceduto l’annuncio della grande scoperta: sotto la città di Corchiano, immersa nel verde dell’agro falisco, è emerso in tutta la sua bellezza un antico acquedotto preromano molto probabilmente risalente al VI secolo avanti Cristo.

La squadra di studiosi e appassionati del territorio che ha comunicato la notizia era scesa sotto terra la mattina di domenica 21 giugno concordando, come da prassi, l’orario di risalita in superficie. Ma qualcosa lì sotto è andato storto. Le piogge dei giorni precedenti, la spessa fanghiglia e i cumuli di detriti hanno rallentato di molto i lavori tanto da mettere in moto la macchina dei soccorsi mentre gli amici in superficie vivevano momenti di apprensione. Ma geologi e archeologi fortunatamente stavano bene ed erano impegnati a rimuovere gli ultimi impedimenti che hanno restituito alla storia una galleria sotterranea di oltre 2 chilometri con cunicoli laterali, diramazioni e sifoni ancora tutti da esplorare.

L’emozione è stata forte, sia nel rivedere uscire tutti sani e salvi e sia nello scoprire che una colossale opera di ingegneria idraulica preromana risulta perfettamente intatta sotto le case di Corchiano in provincia di Viterbo.

Tutto questo è stato possibile grazie al lavoro della fondazione Corchiano onlus che da anni è impegnata nel recupero dei tesori nascosti dell’Agro Falisco. Una Fondazione fatta di persone piene di passione e dedizione che a titolo gratuito mettono a disposizione la loro professionalità per far riemergere le storie di un passato che precede la nascita di Roma e ha ancora molto da raccontare.

A contribuire alla mitica impresa anche molte donne come la geologa e speleologa Marianna Iannone e l’archeologa Gaia Isoldi della Coop. ArcheoArte.

L’inizio di tutto si deve alla curiosità di due moderni esploratori che vivono a Corchiano e che si sono messi in testa di ritrovare l’antica città di Fescennium, mitica città rivale di Roma, ancora oggi avvolta nel mistero e mai trovata.

Vincenzo Ridolfi Valentini e Stefano Ortenzi (entrambi facenti parte della Fondazione Corchiano Onlus) erano impegnati in un giro perlustrativo quando nel 2019 decidono di entrare da una porticina del vecchio acquedotto accorgendosi che da lì partivano degli strani cunicoli. Allertata la fondazione e coinvolti esperti come il geologo Emanuele Palazzini di Esplora Tuscia ecco che inizia l’esplorazione dell’antico acquedotto.

Un’avventura che ha richiesto pazienza e dedizione e che in questa data storica in concomitanza con il solstizio estivo restituisce intatto un tratto di oltre 2 chilometri di un’opera ingegneristica colossale. Quale città poteva sorgere in questi luoghi tanto da giustificare un lavoro tanto impegnativo? Forse è l’inizio di una nuova pagina di storia che riporterà alla luce anche l’antica città di Fescennium, descritta da Virgilio e da Ovidio e mai trovata? Ci auguriamo che la passione di questi volontari e la tenacia della Fondazione Corchiano capitanata da Giancarlo Forti ci riserbi presto altre sorprese.

Fondazione Corchiano onlus

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