Medioera 2020, un secondo giorno tra Borghi, inclusività e post umano

di Nicole Chiassarini

Concluso il Day 2 di Medioera, festival della cultura digitale, che anche quest’anno rappresenta un momento di incontro ed approfondimento su tematiche legate all’uso delle nuove tecnologie in più diversi ambiti della vita. La giornata di questo, venerdì 2 ottobre, ha proposto sette panel con argomenti diversi molto sentiti e attuali.

Il primo intervento dal titolo This is (not) America, coordinato da Massimiliano Capo, ha visto la McMusa, voce italiana sul panorama della cultura nordamericana, la quale ha intrapreso un interessante discorso sulla situazione attuale dello Stato americano e delle ultime questioni in vista della prossima tornata elettorale. Ma anche del dibattito Trump vs Biden, il quale ha mostrato e conclamato un forte segnale di crisi nella democrazia statunitense. Così come della vita stessa che si vive negli USA, tra problemi politici, economici e sociali, dove da un lato c’è l’America di Trump, violenta e muscolare, e dall’altro una che tende all’unità perdendo di vista al vigore.

Ospite numero due, Vincenzo Santoro, responsabile del Dipartimento di Cultura e Turismo di ANCI. Protagonista della presentazione: “Quale futuro per cultura e turismo?”. Al suo interno un punto sull’esito di questa estate, rispetto a due settori molto discussi, cultura e turismo, le quali hanno subito molto più di altri le conseguenze del Covid-19. Ormai è noto come gli operatori del settore si siano molto spesso trovati in centro di discussioni pubbliche, soprattutto in considerazione delle difficoltà storiche mai del tutto affrontate e che, con la pandemia, hanno portato ad una maggiore sofferenza.

Prosegue il terzo panel dedicato al marketing turistico, in un viaggio tra l’Italia dei Borghi reale e virtuale, coordinato da Marco Golini, in un’intervista a esperti del settore: Benedetta Lomoni, direttore creativo dell’Agenzia Factory 121, espressione del territorio e presente nella sede fisica a Valle Faul a Viterbo; Antonio Pavolini, analista dell’industria dei media e autore del libro Unframing. Come difendersi da chi può stabilire ciò che è rilevante per noi; Paolo Manfredi, responsabile strategie digitali di Confartigianato nazionale e autore di Provincia non periferia. Innovare le diversità italiane; e Marco Valente, esperto di marketing internazionale e territoriale.

Al suo interno il rapporto tra media e turismo in generale, l’uso dei new media e la loro peculiarità nell’allontanarci dal vivere un’esperienza autentica e genuina del mondo fisico. Anche i Borghi all’interno di un contesto di social innovation, con interventi dall’impatto sociale.

“Il mondo del turismo che interessa il nostro territorio è molto affascinante, con tanta strada ancora da fare – spiega Paolo Manfredi. Bisogna capire delle regole, l’economia ormai è basata sul digitale e sta cambiando le determinanti del valore, spostandolo sull’esperienza. Ovviamente dando nuovi strumenti per fruirne. Si tratta di capire come i territori si misurino e posizionino. Non esiste più l’idea che le amenities funzionino come attrattori, prima era diverso perché il mondo era più piccolo”.

Viviamo in un Paese ricco di risorse territoriali che ovviamente hanno concorrenza interna. Il modo migliore per andare avanti è quello di superare questo aspetto, perché ogni Borgo è una risorsa con valori aggiunti e inestimabili che purtroppo molto spesso non vengono percepiti. Infatti, all’interno del panel si è parlato del progetto di 10000 Passi, un’esperienza di percorso urbano, ma anche di scoperta territorio. Un invito a rifiutare quella forma di assembramento che è l’omologazione.

A seguire Massimiliano Capo ha intervistato Enrico Borghi, Deputato PD Consigliere del Governo per la Montagna, su un tema legato sempre ai Borghi e allo sviluppo di aree interne per favorire la loro integrazione come nuovo modello di sviluppo economico, non più solo come contesto periferico.

Nel quinto panel, Giovanni Moro, Professore di sociologia politica all’Università La Sapienza, ha riflettuto sul termine cittadinanza, introducendo e problematizzando il termine che oggi ci troviamo ad usare con disinvoltura, ma che in realtà ha tante modalità. Un dispositivo da cui potremmo e dovremmo imparare a includere, crescere in maniera coesa e garantire lo sviluppo.

Il penultimo incontro della giornata ha visto Mario Pireddu, professore all’Università degli Studi della Tuscia, e Alberto Abruzzese, mediologo e docente di sociologia della comunicazione, nella presentazione dell’uscita della raccolta di saggi di Antonio Caronia, attraverso riflessioni interessanti sul post umano, ma anche le trasformazioni tecniche e dell’essere umano nel suo insieme.

“Ragionare sul post umanesimo, non è lavorare sull’uomo come ad una nuova forma di essere umano, ma su ciò che siamo sempre stati in rapporto con la tecnologia – Spiega Mario Pireddu”.

Il secondo giorno di Medioera si è chiuso con il panel che ha visto Clara Ciccioni in un’interessante intervista  condotta da Giorgia Noto e Massimiliano Capo sulle difficoltà, nella lingua italiana, di trovare un linguaggio inclusivo e che possa rientrare nelle complessità nelle quali siamo immersi quotidianamente, rifacendosi alle riflessioni della raccolta di saggi di Antonio Caronia. Da lì un confronto tra le traduzioni di tre libri: Femmine di Andrea Long Chu, Chthulucene di Donna Haraway e Xenofemminismo di Helen Hester.

L’intera giornata è disponibile in streaming sui canali social di Medioera, in attesa del penultimo appuntamento che si terrà domani, sabato 3 ottobre.

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI