Luciano Osbat: le confraternite pioniere del welfare

Luciano Pasquini

Con il Medioevo e al tempo del feudalesimo, la beneficenza si evolve in assistenza, cioè in attività caritative poste a carico dell’istituzione ecclesiastica che la esercita attraverso le Confraternite, attraverso le istituzioni ospedaliere sorte presso i monasteri, attraverso i lebbrosari o i lazzaretti. Le Confraternite, tema portante dei Pomeriggi Touring di questo anno, sono state ben raccontate dal prof. Osbat, che con competenza e chiarezza ha affascinato il pubblico presente alla prima conferenza tenuta venerdì 26 gennaio a Palazzo Brugiotti, il cui sottotitolo era: ”Il ruolo sociale religioso economico”. Le confraternite conobbero il loro massimo impulso nel 600 e 700. Fu con l’arrivo di Napoleone che vennero assorbite dal nascente Stato italiano. Nell’animo dell’osservatore curioso e attento almeno due le domande che, in termini sintetici, si possono così formulare: cosa sono precisamente le confraternite? E perché parlarne oggi? Da un punto di vista sostanziale si può osservare che le confraternite, più che una istituzione dotata di una propria e specifica identità, costituiscono una significativa realizzazione di quella tendenza dell’uomo ad associarsi liberamente, che si riscontra in tutte le civiltà e che si manifesta con notevole forza tra quanti sono fedeli. Non è facile proporre una definizione precisa e univoca delle confraternite, ma c’è oggi una volontà di loro ripresa, occorre però individuarne gli spazi senza rifarsi esclusivamente alla storicità, al passato. Così Luciano Osbat, accolto e presentato dalle due presidenti di Fidapa Felicita Menghini e Nimpha (Maria Teresa Lecchini) alla presenza del dr. Vincenzo Ceniti console del Touring Club. Ospiti tutti della Fondazione Carivit rappresentata dal presidente Mario Brutti.

Prossimi appuntamenti sempre in tema di Confraternite, ogni ultimo venerdì del mese fino a maggio, con Colombo Bastianelli (23 febbraio), Bonafede Mancini (30 marzo) e Marcello Arduini (27 aprile). Gran finale il 25 maggio: don Emanuele Germani presenta il Coro delle Confraternite di Latera che intona a viva voce il Christus, il Miserere e lo Stabat Mater, nenie preziose attinte dalla tradizione popolare e tramandate senza pentagramma da padre in figlio. Una rarità.

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