LO SCAFFALE/ Imparare ad amare

imparare ad amare

Non è un racconto, ma un libro da leggere gradualmente  per scoprire quel sottile velo di ambiguità che avvolge i nostri sentimenti.

Viviamo in un periodo storico in cui  il  tema dell’amore sta sotto i riflettori anche  dal punto di vista legislativo. Il divorzio  é diventato easy e nel contempo  alcune persone dello stesso sesso vogliono veder rispettati  i propri diritti in nome dell’amore che li unisce. In questo contesto “Imparare ad amare” di Giuseppe Ferraro, già docente  universitario di filosofia morale,  cerca di  fare luce su un sentimento tanto semplice, quanto complesso che rappresenta una necessità della nostra vita. L’amore non si può insegnare, non si può definire, non ha un tempo, non ha un volto, non ha una causa nè una dimora, non è determinato né determinabile. L’amore, come l’amicizia, se finisce vuol dire che a priori non poteva definirsi tale. Chi è amato deve rispondere all’amante di tutta la sua vita. In amore si può parlare di possesso, ma non di proprietà, perché quest’ultima elude la libertà. La misura del “vero amore” è la paura di perderlo.  E dire che l’amore non esiste significa non essere mai  stato innamorato.

Ma in amore non esistono certezze.

Nel manuale,  a sfondo filosofico, l’autore richiamandosi ai dialoghi di Platone e alla psicoanalisi freudiana, offre spunti di riflessione su un sentimento vero, eterno, folle, impossibile, capace  di togliere le lancette all’orologio e di darci una visione del mondo  filtrata dalle persone che amiamo.

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