L’area archeologica di Palazzolo a Vasanello

di Francesca Pontani

«La pietra è eterna e dotata di memoria. L’archivio più resistente che ci sia» (Devana, Manuale della sciamana moderna)

L’area archeologica di Palazzolo
L’insediamento di Palazzolo è poco distante dal centro di Vasanello, facilmente raggiungibile a piedi o con la macchina percorrendo la strada asfaltata. Un’area archeologica molto ben curata con tavoli per sosta-picnic, panchine posizionate in punti panoramici, con i luoghi più “pericolosi” ben recintati/chiusi o comunque chiaramente segnalati e utile segnaletica esplicativa.

1000 anni di storia
L’area archeologica di Palazzolo è uno di quei luoghi in grado di richiamare l’attenzione sia degli studiosi che degli appassionati in quanto permette di attraversare oltre 1000 anni di storia, con la prima vera testimonianza scritta datata al 1093. Secondo una legenda riportata dalla carta Ager Hortanus del 1723, Palazzolo fu il luogo dove morì Elbio, l’ultimo re degli Etruschi, sconfitto dai Romani nella battaglia del vicino lago Vadimone, svoltasi nel 283 a. C.
Nel I secolo a.C. la famiglia romana degli Ancharii decide di realizzare nel fondovalle di Palazzolo un’importante fornace di ceramica sigillata italica, i cui butti (molto ben documentati nel Museo archeologico a Vasanello, visitabile su prenotazione) sono accidentalmente tornati alla luce nel 1974 durante operazioni di disboscamento.
La rupe impervia che accoglie il castello medievale che doveva sembrare un ostacolo insormontabile per chi vi transitava, è costeggiata da due corsi d’acqua ed è stata plasmata dall’uomo a seconda delle sue esigenze: numerosi infatti sono gli ambienti ipogeii, disposti su più livelli e comunicanti tra di loro, che ospitano abitazioni, stalle e attività produttive, sviluppando un complesso insediamento rupestre davvero molto suggestivo di età altomedievale che precede l’edificazione del castello.

Architettura “in negativo”
L’insediamento rupestre, oltre al fascino che ancora evoca nelle sue forme e nelle sue architetture “in negativo” (cioè scavato/ricavato dalla rupe viva) visibili in circa 30 cavità ben conservate, è affiancato da quella che è la prima testimonianza archeologica del cristianesimo nel territorio: la necropoli dei Morticelli, con la piccola chiesa annessa.

La necropoli dei Morticelli
La necropoli dei Morticelli: sepolture antropomorfe scavate nel tufo, popolarmente chiamate “morticelli”, cioè dei “piccoli morti”. Questa necropoli si trova lungo la direttrice medievale che dall’insediamento di Palazzolo conduceva all’insediamento di Santa Maria di Luco. Una convenzione tra comune di Vasanello e Università della Tuscia ha permesso di condurre nel 2009 un’indagine archeologica che ha messo in luce 33 sepolture, i resti dell’abside di una chiesa e un piano pavimentale “a scanalature”. La tipologia tombale è quella delle “loggette” che, comunemente datata all’età altomedievale, è ben attestata nella Tuscia viterbese. I confronti con i siti della stessa tipologia collocano un primo utilizzo dell’area cimiteriale tra VII e VIII secolo, in concomitanza con lo sviluppo dell’insediamento rupestre di Palazzolo.

La ”Grotta delle Monache”
Nell’area sono presenti diversi colombari di cui quello più suggestivo è la cosiddetta “Grotta delle Monache” da alcuni identificata come cella di santa Rosa perché secondo la tradizione la giovane di Viterbo avrebbe trovato rifugio in questo ambiente rupestre.

PER APPROFONDIRE
G. Pastura, L’abitato rupestre di Palazzolo- Vasanello Vt
https://www.academia.edu/4753277/Labitato_rupestre_di_Palazzolo_-_Vasanello_VT_
G.Pastura, Viabilità ed insediamento rupestre: il caso di Palazzolo
https://www.academia.edu/4753479/Viabilit%C3%A0_ed_insediamento_rupestre_il_caso_di_Palazzolo

Foto Francesca Pontani
Nel prossimo articolo il 21 marzo andremo a Soriano nel Cimino

 

*Francesca Pontani* – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guiderà i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

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