La Volley Life ricorda il giovanissimo atleta Artem Shiyliuk e una città si chiede come sia potuto accadere

Artem Shiyliuk

“La Volley Life si ferma un momento per ricordare il nostro atleta, Artem Shyliuk.Abbiamo perso uno dei nostri. Sarai per sempre parte della nostra famiglia”.

E’ il messaggio della squadra di Volley dove il giovanissimo Artem Shyliux giocava. Il piccolo angelo biondo come viene definito nei numerosi messaggi a corredo della notizia veicolata  dalla associazione sportiva sulla propria pagina facebook.  Aveva soltanto tredici anni  ed è morto precipitando dalla finestra dello stabile in cui risiedeva. Arrivato in Italia nel settembre 2024, frequentava l’istituto comprensivo “Egidi” di Viterbo.  E suonano come un macigno le parole del Vescono Orazio Francesco Piazza: “Tanti sono i suicidi sul nostro territorio, questo è un pensiero che mi assilla molto. Abbiamo bisogno di ritrovare la speranza, una speranza che deve essere colta nell’interpretazione della vita reale
“Quasi 4mila suicidi l’anno, 300 al mese, una morte ogni dieci ore, oltre a migliaia di atti di autolesionismo da parte degli adolescenti. Ha  spiegato Renato Borgatti, direttore della struttura complessa di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza della fondazione Mondino e dell’Università di Pavia: «Questo periodo della vita è caratterizzato da profondi cambiamenti neurobiologici che influenzano il controllo degli impulsi e la regolazione emotiva, aumentando la vulnerabilità dell’individuo a comportamenti autodistruttivi.
E allora ci si domanda perché con il dilagare del fenomeno le istituzioni i territori non si avvicinano di più ai giovani, ai nuovi cittadini stranieri come Artem di origini ucraine che spesso trovano la loro fragilità in una cocente solitudine che racconta un disagio adolescenziale che li vede sempre più soli. Il ripetersi di queste storie fa rabbrividire.

 

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI