La Via Francigena candidata a Patrimonio Unesco. La preparazione delle Regioni italiane, tra cui il Lazio

Nel Medioevo era la strada dei pellegrini che dalla Francia scendevano verso sud per recarsi a San Pietro, Era l’itinerario sacro che dal Nord Europa si muoveva fino a Roma. Il dossier per la candidatura a Patrimonio dell’Unesco ha già ricevuto il consenso dal ministero dei Beni Culturali. Questo in virtù di un accordo tra sette Regioni (Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria, Lazio, Valle d’Aosta, con il coordinamento della Toscana), che sono determinate a far riconoscere a livello mondiale un Cammino che attraversa un centinaio di Comuni in Europa. “Il riconoscimento della via Francigena come Patrimonio Unesco sarà la definitiva consacrazione di un percorso antico e importante”, spiega il vicepresidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene e sindaco di Orio LittaFrancesco Ferrari. “Dal 2001 continuiamo a sostenere l’importanza di un percorso spirituale e turistico che ha un enorme valore per tanti pellegrini.. Dopo tanti anni finalmente siamo vicini a un riconoscimento”.
Le Regioni, tra cui la nostra Regione Lazio s’impegnano con la firma del protocollo a definire insieme il tracciato del cammino da candidare, verificando autenticità e integrità degli elementi storico-artistici e architettonici ancora presenti che possono essere inclusi nella candidatura. A tal fine ricorrerà come partner l’AEVF (Associazione Europea delle Vie Francigene), organismo riconosciuto dal Consiglio d’Europa che elaborerà uno studio di fattibilità per selezionare la tratta da candidare all’Unesco, gli interventi prioritari a tutela del tracciato e le fasi operative del progetto (tempi, costi. “C’è già stato un incontro a Parigi e un altro si terrà a settembre. Ci auguriamo di concludere tutti i passaggi per poter protocollare una richiesta entro il 2020”. ) sottolinea il vice presidente dell’AEVF Francesco Ferrari.
La Tuscia è rappresentativa di un tratto che tocca parte della provincia viterbese all’interno di un itinerario globale che si appresta a riacquistare la sua centralità con il riconoscimento a Patrimonio Unesco entro il 2020.

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