La Tuscia una terra di artisti in incognito, il critico d‘arte Antonio Arévalo apre il Micro Museo a Sipicciano

Scoprire un luogo remoto della Tuscia, nella fattispecie Sipicciano ed innamorarsene per lui cittadino del mondo  è stato un tutt’uno.Avvistata  una torre di epoca medievale, ristrutturata negli Cinquanta e utilizzata dall’Enel per portare la luce al paese, per poi essere abbandonata negli anni Settanta” Da qui è nata l’idea di dare vita a un luogo espositivo, un “Micro Museo della Tuscia”, con opere specificamente realizzate da artisti chiamati a fare qui un periodo di residenza di un mese, lavorando con il paese, con le scuole, con le associazioni locali”,

il Micro Museo della Tuscia, su idea del critico e curatore Antonio Arévalo (Santiago del Cile, 1958), tra i più attivi sostenitori e promotori della creatività latinoamericana in Europa (nel 2014 è stato nominato Addetto Culturale del Cile in Italia).

In molti si chiedono osa abbia spinto Arévalo a lasciare Roma – città in cui ha vissuto per molti anni – per spostarsi in un borgo ameno della Tuscia Viterbese e qui addirittura aprire un museo.

La Tuscia ebbe a dire una ballerina del Moma  che vive in Alta Tuscia- è una terra di artisti in incognito perchè ripara e protegge. Antonio Arévalo nella bella intervista concessa a Artribune sottolinea “L’innamorarsi della Tuscia viterbese è una  cosa che è già successa a Castellani, Balthus, Pasolini, Matta, Twombly, Kokocinski. .Perchè non a me?.

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