La ‘Primavera in Musica’ di Palazzo Chigi a Viterbo si è chiusa tra applausi scroscianti

De Palma-Rocca

Con gli applausi fragorosi del pubblico al giovane pianista Pietro Fresa, eccelente interprete di musiche di Beethoven (1770-1827) e Schumann (1810-1856) culminate in un ciclo di 18 pezzi pianistici (Danze dei compagni di David), Op. 6, 1837), domenica 17 maggio si è chiusa con successo ‘Primavera in Musica’, l’anteprima del festival “I Bemolli sono Blu-Racconti sonori a Palazzo Chigi 2026” promossa dall’Associazione Musicale Muzio Clementi e curata dal direttore artistico maestro Sandro De Palma.

I raffinati repertori musicali sono stati introdotti da Carlo Cavalletti, docente di storia della musica presso il Conservatorio di Perugia e sono andati in scena nel fine settimana di sabato 16 e domenica 17 maggio.

E’ stato sublimne il matinée (ore 11) di domenica 17 maggio che ha visto la talentuosa musicista Chiara Evangelista portare in sala una fantastica arpa moderna (strumento a corde pizzicate dotato di 47 corde e 7 pedali che permettono di modificare l’intonazione delle corde e consentono di suonare in qualsiasi tonalità cromatica, ndr), con la quale ha fatto ascoltare in un’atmosfera sognante il recital dal titolo “Dal Barocco al jazz-Un’arpa a Palazzo Chigi”, una esecuzione di melodie indimenticabili, non solo sul tema dell’acqua come ‘Clair de lune’ di Claude Debussy, ma anche su valzer e flamengo; e per finire in bellezza ha proposto l’ascolto in anteprima assoluta di un brano estratto da un suo progetto musicale, in parte ancora in lavorazione, il Musical-jazz.

Le porte dell’accogliente salotto musicale del cinquecentesco Palazzo Chigi di Viterbo (via Chigi 15) si sono aperte al pubblico sabato 16 maggio 2026 con la speciale serata dedicata al pittore e paesaggista inglese, maestro della luce, William Turner (1775-1851) dal titolo “Il silenzio dipinto- Turner nella Tuscia”.

“La luce non si posa sulle cose, le attraversa e le trasforma” (W.Tuner), il concetto del grande artista inglese è stato ripreso ed illustrato in una brillante ed esaustiva disamina dallo storico dell’arte Antonio Rocca che ha portato il pubblico ad osservare, in un viaggio virtuale tra assenza e presenza, i magnifici dipinti e acquerelli, pitture di luce e di acqua, che mostrano la luce assoluta nella tempesta dell’onda, la spuma dell’onda violenta, oppure un incendio devastante, terribile, in cui si libera il massimo della luce, magnifica.

A corollario delle belle parole interviene la musica, affidata all’eccelso pianista e direttore artistico del festival maestro Sandro De Palma che ha portato all’ascolto con la solita maestria alcuni brani di J.Massenet (1842–1912): L’eau dormante e L’eau courante. A seguire quelli dell’eclettico compositore F. Liszt (1811–1886) che nell’acqua vede un simbolismo religioso, L’Eglogue (o Eclogue), brano della suite “Anni di pellegrinaggio. Primo anno: Svizzera” (S. 160), e Les jeux d’eaux à la Villa d’Este (da Troisième année des Années de pèlerinage, composta nel  1877).

La rassegna si è dunque conclusa con un arrivederci alla prossima apertura autunnale del festival “I Bemolli sono Blu-Racconti sonori a Palazzo Chigi 2026e con un ringraziamento del direttore artistico Sandro De Palma ai numerosi e appassionati melomani viterbesi, attenti e partecipi, che accolgono  sempre con tanti calorosi applausi tutti i programmi proposti.

La rassegna  ‘Primavera in Musica – Racconti sonori a Palazzo Chigi 2026’ gode del contributo del Ministero della Cultura (FNSV), Regione Lazio, Fondazione Carivit e ha il patrocinio del Comune di Viterbo.

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