“La Tomba François di Vulci è ufficialmente patrimonio dello Stato italiano: con la sottoscrizione dell’atto di acquisizione avvenuta oggi al Ministero della Cultura, uno dei massimi capolavori della pittura etrusca e dell’arte antica viene definitivamente restituito alla fruizione pubblica e collocato in modo permanente presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia”.
Così l’onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati, e la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna commentano l’operazione, del valore complessivo di 15 milioni di euro, che rappresenta uno degli investimenti più rilevanti realizzati negli ultimi anni dal Mic nel campo delle acquisizioni patrimoniali.
“La Tomba François – sottolineano Rotelli e Sberna – costituisce una testimonianza identitaria fondamentale della civiltà etrusca: per la provincia di Viterbo si tratta di un risultato di straordinaria rilevanza storica e culturale, per cui ringraziamo il Governo Meloni e il ministro Alessandro Giuli, che consolida il ruolo centrale della Tuscia nella formazione culturale dell’Italia antica. Con questa acquisizione il Ministero della Cultura restituisce alla collettività un bene di valore assoluto, rafforzando il sistema di tutela e valorizzazione del patrimonio nazionale”, concludono gli onorevoli Rotelli e Sberna.
Per celebrare l’importante acquisizione, il prossimo 25 giugno al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia sarà inaugurata una grande esposizione dedicata alla Tomba François, realizzata grazie alla collaborazione di prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, con l’obiettivo di ricomporre idealmente il contesto originario del monumento.
Descrizione.
È uno dei più famosi ipogei di Vulci, scoperto nel 1857, appartenuto alla famiglia dei Saties. La tomba ha una pianta complessa, preceduta da un lungo e profondo dromos. Si articola in sette camere funerarie che si dispongono intorno all’atrio ed al cosiddetto tablino, costituente un unico grande vano centrale detto a ‘T’ rovesciata. Le pareti di quest’ultima camera presentavano pregevoli decorazioni pittoriche con un ciclo di dipinti unico nel panorama della pittura etrusca di età tardo-classica, di cui restano solo alcune tracce in situ. La maggior parte delle pitture, infatti, sono state distaccate dalla sede originaria nel 1863 dai principi Torlonia, allora proprietari del monumento, e fanno attualmente parte della Collezione Torlonia, conservate a Villa Albani in Roma. Il fregio decorativo si snoda attraverso diversi ‘quadri’ e contrappone celebri episodi del mito greco ed altri della storia dell’Etruria e di Roma.






















