La carovana narrante riparte da Blera, incontro con i personaggi del posto dopo la pandemia

di Luciano Pasquini

La voglia di riprenderci la vita che per due anni si è cristallizzata, seppure con le dovute cautele del caso, ha spinto“carovana narrante” a rimettersi in cammino in direzione di Blera il borgo della Tuscia Bieda in dialetto blerano il  nome ufficiale fino al 1952.Le sue origini si rifanno  all’VIII-VII secolo a.C., come dimostrano le numerose necropoli site intorno all’abitato che ne costituiscono la vestigia.

Insieme ad  Emiliano Macchioni il prof ideatore della Carovana  ci siamo messi sulla traccia degli ultimi personaggi del posto, poeti, artisti che mantengono vivo il ricordo di tempi ormai lontani quando la vita scorreva più semplicemente.

Per vedere come questo ultimo tempo appeso avesse agito su di loro abituati a narrare, a raccontare per non spezzare la catena delle tradizioni  che caratterizzano il luogo, e lasciare il testimonial ai più giovani.

Un viaggio nelle viscere di Blera nei suoi luoghi  segreti in compagnia di personaggi del posto profondamente legati da un senso intimo,quasi spirituale che ne ha sancito legami e radici profonde.

Bernardino Balzi artista ci attende nella sua bottega tra i vicoli di Blera, un passato da giramondo tipico della sua generazione che ha contestato tutto e a suo modo si è disegnato una vita, la sua.  Nella sua pittura usa materiali naturali che raccoglie nei campi o oggetti di riuso che la società scarta, come quel leone disegnato su una parabola della televisione satellitare. Usa le terre come gli antichi Etruschi o le sabbie dei deserti, che gli amici gli portano al ritorno dai loro viaggi, che trasforma in tinture per i quadri. Ma la sua creatività non ha fine e ci  fa  bella mostra ed assaggio del formaggio che produce, grazie al suo passato da da pastore per cui ha imparato a conciare il pellame e oggi anche a dipingerci sopra, come si fa su una tela.

Al numero 64 di via Giorgina  incontriamo “Nannina” è un personaggio molto conosciuto nel posto, poetessa e custode per anni della chiesetta di “San Senzia” eremita protagonista dell’attività evangelizzatrice a Blera dove è stato proclamato compatrono e protettore dopo San Vivenzio, la  voglia di raccontare tra poesie ed aneddoti della propria vita è inesauribile e Nannina quasi non ci vorrebbe lasciare..

Sabrina Moscatelli un nome che nella Tuscia  ricorre grazie alle bellissime escursioni a cui ci ha abituato,  a Blera ci vive e proprio della sua  passione per il territorio ne ha fatto la sua professione di guida turistica .Sabrina ci aspetta al “ponte della fontanella” e ci condurrà  alla “cava buia” per raccontarci la storia dei luoghi.

Ritorniamo al paese dopo una ripida salita per fermarci alla cantina del cavone dove si ricorda  Giovanni Tedeschi recentemente scomparso, sembra di vederlo camminare per gli antichi vicoli con il suo mantello nero, per le vie della sua amata Blera mentre declama i versi di “Bieda Nguattarella” sicuramente la più bella dichiarazione d’amore per il suo paese.

Se è stato facile arrivare a Blera difficile è lasciarla, tante le emozioni, e gli incontri, ma è stato bello ritrovarla, nella sua bellezza incontaminata non intaccata nemmeno dalla pandemia. Diceva Marcus Garvey un sindacalista e scrittore giamaicano che un popolo senza la conoscenza della propria storia, origine e cultura, è come un albero senza radici.

 

 

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