“Io sto con la sposa” raccontato dalla protagonista Tasnim Fared

Io sto con la sposa

Io sto con la sposa. Il film Italo/Palestinese presentato a Viterbo

<<Fuggire da una guerra, per andare a morire in mare, è un crimine. Il mare è di tutti, come il sole è di tutti, come la luna è di tutti. La vita è di tutti e non può avere un prezzo perderla>>

Nel Marzo 2011, in Siria, iniziava una guerra civile. Nonostante i media ne parlino molto poco e nonostante la tragicità del fatto, questa guerra è ancora in atto e ne sono testimoninza le migliaia di profughi tra cui donne, bambini e padri di famiglia  che ogni giorno si imbarcano per sfuggire alla morte. Ma tra loro, c’è anche chi fugge dalla morte per poi andare a morire in mare.

Nell ambito della stagione invernale 2014 di “Immagini dal sud del mondo“, martedì 2 dicembre, presso il Circolo La di Viterbo e in collaborazione con l’ AUCS, è stata ospitata Tasnim Fared, attivista Palestinese, protagonista del film-documentario “Io sto con la sposa“. L’idea del film nasce per documentare e raccontare la storia di 5 profughi Palestinesi e Siriani; la storia di tanti profughi.  Il tutto ha inizio il 20 Ottobre 2013, quando a Milano, un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano si incontrano per un caffè; lì incontrano 5 profughi e decidono di aiutarli a proseguire il loro viaggio clandestino verso la Svezia.

La guerra in Siria vede opposte militarmente forze governative a quelle dell’opposizione. Le proteste iniziali avevano lo scopo di spingere alle dimissioni il Presidente Bassar-al-Asad e eliminare il partito dittatoriale Ba’th. E’ la guerra di uno stesso popolo, quello dei Palestinesi, che ai fatti attuali, non hanno un passaporto, una cittadininza, non hanno terra; sono considerati apolidi. Quindi questa guerra per loro è una realtà da affrontare o da cui fuggire; ma fuggirvi non è semplice, spesso non è consigliato. Il dissenso in Siria non è possibile. La vita politica in Siria non esiste. La democrazia che gli Americani dicono di voler portare in Siria, non esiste. 

La guerra in Siria produce ogni giorno 100 milioni di morti. Tutti escono dalle loro case per andare a combattere una guerra che è più forte di loro; bambini, uomini, donne, corrono sotto la pioggia di bombe che li tartassa dalla mattina alla sera. E tra coloro che combatte contro questa guerra, c’è poi chi fugge in cerca di speranza. Allora ci si mette in mano ai contrabbandieri; gli si dà loro 1000 dollari a testa per una traversata che non si è certi di superare. Una traversata può durare anche 2 settimane, senza cibo, senza spazio per dormire, tutti accalcati uno sull altro e con l acqua che giunge fino alla gola. Si sbarca a Lampedusa, se vi si giunge vivi e da li la meta è Milano, perchè poi da Milano lo scopo è raggiungere la Svezia, l unico stato disposto a dare aiuto ai profughi. Giungervi non è facile, perchè si è considerati immigrati e chi aiuta gli immigrati è considerato contrabbandiere. Un italiano che aiuta un immigrato rischia anche 15 anni di carcere.

Il progetto di questo film è appunto stato quello di aiutare 5 dei tanti profughi a raggiungere la Svezia. Ma come riuscirvi senza essere fermati e arrestati come contrabbandieri? Semplice, si mette in scena un finto matrimonio. Chi fermerebbe un corteo nuziale? Si costruisce il cast con volontari e profughi tutti mascherati da invitati ad un matrimonio e si parte per un viaggio per mezza Europa che durerà 4 giorni, per circa 3mila chilometri. Durante il viaggio, ciò che salterà in evidenza è che l Europa non è cosi xenofoba come si crede; ma anzi, è un Europa trasnazionale, solidale e goliardica che riesce a farsi beffa della Legge e dei controlli alle frontiere.

Il progetto viene portato  a termine; i profughi raggiungono la Svezia. Ad oggi, quattro di loro hanno ottenuto in Svezia lo status di rifugiati politici, mentre altri due sono stati ricacciati in Italia dove hanno ottenuto il riconoscimento di profugo di guerra. Il film è stato finanziato da 2100 volontari dal basso, perchè c’è chi ancora crede e vuole dar peso ad una realtà che troppo spesso è messa a tacere.

“Prima di stoppare l’immigrazione, bisogna porre fine alla Guerra. Il mare è di tutti, e nessuno può esser vittima del mare. Noi stiamo con la sposa e con la Siria”

Io sto con la sposa film italo/palestinese del 2014

Presentato al Fetivale del Cinema di Venezia

Regia: Antonio Augugliaro, Gabriele del Grande e Khaled Soliman Al Nassiry

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