Finale partecipata del premio letterario nazionale Femminile, Plurale: vince l’esordiente Michela Panichi

di Cristiana Vallarino

L’anfiteatro del suggestivo parco del Risanamento di Allumiere, venerdì sera ha fatto da cornice alla serata finale del premio letterario nazionale “Femminile, Plurale”,  giunto alla sua ottava edizione.
A spiccare sulla terzina finalista (quella scelta dalla giuria di qualità dopo che dalle decine di testi affidati alle lettrici e ai lettori si era arrivati alla cinquina) è stata la giovane esordiente Michela Panichi con il romanzo “La Cecilia (Nottetempo), al secondo posto, Sara Gambazza con “Quando i fiori avranno tempo per me” (Longanesi) e quindi Maria Grazia Giammarinaro con “Donne di un altro mondo” (Edizioni All Around).
Femminile, Plurale
Si è trattato di tre opere caratterizzate da stili diversi, ma accomunate dalla presenza forte della famiglia, della Storia con la S maiuscola e di quella di tutti i giorni, oltre che della ricerca dell’identità, come ha fatto notare una delle giurate esperte, Elisabetta Appetecchi, salita sul palco. Veronica Ricotta e Martina Testa, sono intervenute con un messaggio video. La quarta giurata è Laura Faranda.
Di scrittura e di libri, soprattuto del suo uiltimo “Le querce non fanno limoni” (Rizzoli), ha parlato pure la madrina della serata, Chiarana, i Francini. L’attrice e scrittrice si è raccontata, ripercorrendo il suo esordio sulla pagincastonato in una affermata carriera nel teatro, nel cinema e nella televisione. La Francini ha dato prova del suo impegno civile dopo aver ricordato l’abilità e l’ironia “drammatica” dei film del regista Mario Monicelli, esortando tutti, i giovani soprattutto, a tutelare la memoria storica e i valori democratici, citando frasi dal celebre discorso di Piero Calamandrei sulla Costituzione.
Presentatrice della serata la presidente dell’Aps “Femminile, Plurale.”, Brunella Franceschini, la quale, dopo aver raccontato la nascita quasi per caso del premio e poi il suo evolversi, aiutata da una serie di foto e filmati, ha sottolineato la funzione sociale della letteratura, strumento che muove la comunità. La presidente ha infine fatto una lunga lista di ringraziamenti a tutti gli allumieraschi, mentre scorrevano le foto di commercianti e privati cittadini con la tessera dell’associazione. Un forte riconoscimento alla Fondazione Cariciv per il sostegno strutturale al premio, rappresentata dal presidente Gaetano Starace e dalla presidente onoraria Gabriella Sarracco, a fianco del progetto fin dagli esordi. Entrambi hanno speso parole entusiate per il Premio e l’organizzazione. Ricordato pure il supporto del sindacato Cgil Spi e della Regione, che ha dichiarato il premio una delle eccellenze culturali del Lazio. In apertur, il sindaco, Luigi Landi, ha portato i saluti e il plauso del Comune per l’ottima macchina organizzativa e l’apprezzamento per l’alto livello delle opere in finale.
Decisamente interessanti e spesso pure divertenti, le interviste alle tre autrici, affidate alle insegnanti Tiziana Cimaroli (per Sara Gambazza) e Cecilia Toffali (per Maria Grazia Giammarinaro e Michela Panichi). Alcuni brani dai volumi in gara sono stati letti da Maria Elena Murolo, mentre i brani musicali (scelti appositamente in relazione agli argomenti trattati dai libri) sono stati eseguiti dal “Trio Letterario”, ovvero dalla splendida voce di Eleonora Bernabei, accompagnata da Fabio Caponi e Francesco Di Iorio.
L’edizione 2026 del premio ha portato nel paese collinare tantissimi spettatori (piene le sedie della platea e tuttie le gradinate), il che si è tradotto in tantissime copie vendute sul posto, grazie alla presenza dela libreria indipendente Dettagli, di Civitavecchia. E di conseguenza lunghe file per il consueto firmacopie, alla fine della serata.
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