Il Presidio per la Palestina, contro il riarmo e tutte le guerre, sposta a venerdì la sua presenza in piazza del Plebiscito
“Si viaggia su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. E qui vive la gente. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori. E una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Soprattutto i bambini”. E’ questa una parte del racconto fatto dal cardinal Pizzaballa sulla sua recente visita a Gaza. A ciò aggiungiamo che, nonostante la tregua tra IDF e Hamas concordata il 9 ottobre scorso, Israele continua a sparare sui civili (sono già circa 1000 le vittime da allora, tra cui bambini uccisi a volte per gioco), gli aiuti umanitari che vengono fatti entrare sono solo un terzo di quelli necessari, la scarsità di acqua aggrava ogni giorno di più le condizioni igienico sanitarie della gente, la lista d’attesa dei malati gravi che dovrebbero essere espatriati per essere curati ha raggiunto la cifra di 20.000 persone, Netanyau ha affermato che il suo esercito non si ritirerà mai da Gaza.
Per questo, da settembre dello scorso anno, il Tavolo per la Pace di Viterbo promuove un presidio in iazza del Plebiscito, simbolicamente ribattezzata piazza Palestina, durante il quale vengono diffusi aggiornamenti e opinioni sulla condizione del popolo palestinese e vengono fatte pressioni su istituzioni locali e governo affinché, anziché mantenere quella che, secondo alcuni, è una complicità (visto che non si è mai interrotto l’import/export con Tel Aviv, anche in campo militare), anziché limitarsi a esprimere semplici condanne verbali o sporadici gesti di solidarietà, adottino iniziative concrete previste dal Diritto internazionale, dalla Costituzione e dalla propria coscienza.
L’esperienza del presidio ha raccolto nel tempo anche soggetti esterni al Tavolo, che esprimono liberamente le proprie opinioni e si è allargata a trattare gli altri conflitti che insanguinano il mondo, spesso strettamente collegati alla questione palestinese (come quello libanese e quello iraniano).
Come affermava papa Francesco, tali conflitti compongono il drammatico mosaico di una «terza guerra mondiale a pezzi» che la folle corsa al riarmo sta portando verso l’olocausto nucleare.
Per questo rivolgiamo un appello a tutte le cittadine e a tutti i cittadini: al di là delle convinzioni politiche, filosofiche o religiose, la difesa della pace, della giustizia, del dialogo tra i popoli e del rispetto del diritto internazionale richiede un’urgente presa di posizione da parte di ciascuno di noi, prima che sia troppo tardi.
A partire dal 24 luglio, piazza Palestina sposta la sua presenza in piazza del Plebiscito al venerdì, dalle ore 19.00 alle ore 20.00.
Il Tavolo per la pace


























