Il Comune in aiuto del commercio per “rianimare” il centro

di Donatella Agostini

Viterbo: la bellezza e il prestigio del suo magnifico centro storico, cui fa da contrasto la sofferenza dei piccoli commercianti che nel centro storico vivono e lavorano, e che quotidianamente devono far fronte a innumerevoli difficoltà di carattere finanziario e burocratico. I piccoli commercianti viterbesi stanno chiudendo malinconicamente, uno dopo l’altro, complice anche una crisi implacabile, che nel viterbese sembra non dover finire mai.  E se a chiudere è una bottega storica, uno di quei negozi dove si recavano già i nostri genitori e prima ancora, i nostri nonni, la ferita è ancora più dolorosa. Per discutere dei problemi del centro storico di Viterbo, per immaginare soluzioni, e per cercare soprattutto di sensibilizzare l’Amministrazione a riguardo, è stato organizzato un evento presso il Gran Caffè Schenardi, storico locale viterbese che è stato recentemente rilevato dall’imprenditore Urbano Salvatori. A fare gli onori di casa il giornalista Giovanni Masotti, viterbese d’adozione, che si è fatto promotore di quella che sarà una vera e propria campagna di rivalutazione del nostro centro storico. «Non si può lasciare al degrado e all’abbandono il cuore pulsante della città», ha dichiarato Masotti. «Non si possono lasciare soli imprenditori come Salvatori, che hanno avuto il coraggio di investire a Viterbo in botteghe che portano ancora avanti valori e tradizioni patrimonio di tutti». Schenardi fa parte dell’immaginario viterbese: il suo stesso nome evoca un salotto buono, un locale di pregio dove da bambini si entrava con i nonni per comprare le paste, dove le signore prendevano un caffè sedute ai tavolini, tra gli specchi e gli stucchi di un’atmosfera d’altri tempi. Urbano Salvatori, imprenditore romano nel settore della somministrazione, ha accettato la sfida di riaprire il Gran Caffè e di restituirlo ai viterbesi in tutto il suo splendore, ma Schenardi, come tutte le altre botteghe storiche viterbesi, ha bisogno del sostegno dell’Amministrazione per poter andare avanti. «Il problema di Viterbo è che dal martedì al venerdì per le vie del centro non c’è un’anima», ha aggiunto Salvatori. «Bisognerebbe promuovere la città in termini turistici: far arrivare più persone, e non soltanto nei weekend». Per Leonardo Tosti, presidente di ConfCommercio Viterbo Rieti, il problema risiede nella eccessiva liberalizzazione dei centri commerciali, che per regola sarebbero dovuti sorgere a diversi chilometri dal centro storico, proprio per evitare di penalizzarlo. La soluzione è quella di educare i consumatori alla bellezza di un prodotto acquistato nel negozio di fiducia, educarli alla qualità dei prodotti e dei servizi, che i centri commerciali non sono in grado di offrire. Paola Pucciatti, giornalista e autrice della trasmissione Rai “Linea Verde”, intervenuta all’incontro, ha sottolineato la necessità di rivedere l’apertura al traffico di alcune vie del centro, penalizzate dai divieti. A concludere la serata, l’intervento del sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, che ha plaudito all’iniziativa come momento importante di cittadinanza attiva. «Il problema del centro storico è di difficile risoluzione, perché ci sono molti interessi contrastanti», ha affermato il sindaco. «Le soluzioni vanno cercate a patto di non creare ulteriori contrasti. Ma sono d’accordo sul fatto che quella che premia è sempre l’offerta di qualità, che deve accompagnare il contesto di un centro storico unico. Anch’io ho dei ricordi d’infanzia legati al Caffè Schenardi. Salvatori ha avuto un grande coraggio imprenditoriale a rilevare il Caffè, che negli ultimi decenni ha visto avvicendarsi diversi proprietari – compreso un famoso fast food – i quali hanno tutti alzato prima o poi bandiera bianca. I viterbesi devono tornare a credere in questa tradizione, in quello che è ancora uno dei loro migliori motivi di orgoglio». Intanto, le botteghe storiche di Viterbo si stanno consociando per ottenere il riconoscimento ufficiale e l’iscrizione ad un apposito albo. Questo consentirà loro di ottenere agevolazioni nei finanziamenti e nella gestione del personale. Mentre il Gran Caffè Schenardi ci aspetta in Corso Italia, con i suoi antichi stucchi dorati e i suoi lampadari di cristallo, per avvolgerci ancora nell’atmosfera viterbese del secolo scorso. Dobbiamo soltanto farlo tornare ad essere una piacevole ed irrinunciabile abitudine.

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