Viterbo: la bellezza e il prestigio del suo magnifico centro storico, cui fa da contrasto la sofferenza dei piccoli commercianti che nel centro storico vivono e lavorano, e che quotidianamente devono far fronte a innumerevoli difficoltà di carattere finanziario e burocratico. I piccoli commercianti viterbesi stanno chiudendo malinconicamente, uno dopo l’altro, complice anche una crisi implacabile, che nel viterbese sembra non dover finire mai. E se a chiudere è una bottega storica, uno di quei negozi dove si recavano già i nostri genitori e prima ancora, i nostri nonni, la ferita è ancora più dolorosa. Per discutere dei problemi del centro storico di Viterbo, per immaginare soluzioni, e per cercare soprattutto di sensibilizzare l’Amministrazione a riguardo, è stato organizzato un evento presso il Gran Caffè Schenardi, storico locale viterbese che è stato recentemente rilevato dall’imprenditore Urbano Salvatori. A fare gli onori di casa il giornalista Giovanni Masotti, viterbese d’adozione, che si è fatto promotore di quella che sarà una vera e propria campagna di rivalutazione del nostro centro storico. «Non si può lasciare al degrado e all’abbandono il cuore pulsante della città», ha dichiarato Masotti. «Non si possono lasciare soli imprenditori come Salvatori, che hanno avuto il coraggio di investire a Viterbo in botteghe che portano ancora avanti valori e tradizioni patrimonio di tutti». Schenardi fa parte dell’immaginario viterbese: il suo stesso nome evoca un salotto buono, un locale di pregio dove da bambini si entrava con i nonni per comprare le paste, dove le signore prendevano un caffè sedute ai tavolini, tra gli specchi e gli stucchi di un’atmosfera d’altri tempi. Urbano Salvatori, imprenditore romano nel settore della somministrazione, ha accettato la sfida di riaprire il Gran Caffè e di restituirlo ai viterbesi in tutto il suo splendore, ma Schenardi, come tutte le altre botteghe storiche viterbesi, ha bisogno del sostegno dell’Amministrazione per poter andare avanti. «Il problema di Viterbo è che dal martedì al venerdì per le vie del centro non c’è un’anima», ha aggiunto Salvatori. «Bisognerebbe promuovere la città in termini turistici: far arrivare più persone, e non soltanto nei weekend». Per Leonardo Tosti, presidente di ConfCommercio Viterbo Rieti, il problema risiede nella eccessiva liberalizzazione dei centri commerciali, che per regola sarebbero dovuti sorgere a diversi chilometri dal centro storico, proprio per evitare di penalizzarlo. La soluzione è quella di educare i consumatori alla bellezza di un prodotto acquistato nel negozio di fiducia, educarli alla qualità dei prodotti e dei servizi, che i centri commerciali non sono in grado di offrire. Paola Pucciatti, giornalista e autrice della trasmissione Rai “Linea Verde”, intervenuta all’incontro, ha sottolineato la necessità di rivedere l’apertura al traffico di alcune vie del centro, penalizzate dai divieti. A concludere la serata, l’intervento del sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, che ha plaudito all’iniziativa come momento importante di cittadinanza attiva. «Il problema del centro storico è di difficile risoluzione, perché ci sono molti interessi contrastanti», ha affermato il sindaco. «Le soluzioni vanno cercate a patto di non creare ulteriori contrasti. Ma sono d’accordo sul fatto che quella che premia è sempre l’offerta di qualità, che deve accompagnare il contesto di un centro storico unico. Anch’io ho dei ricordi d’infanzia legati al Caffè Schenardi. Salvatori ha avuto un grande coraggio imprenditoriale a rilevare il Caffè, che negli ultimi decenni ha visto avvicendarsi diversi proprietari – compreso un famoso fast food – i quali hanno tutti alzato prima o poi bandiera bianca. I viterbesi devono tornare a credere in questa tradizione, in quello che è ancora uno dei loro migliori motivi di orgoglio». Intanto, le botteghe storiche di Viterbo si stanno consociando per ottenere il riconoscimento ufficiale e l’iscrizione ad un apposito albo. Questo consentirà loro di ottenere agevolazioni nei finanziamenti e nella gestione del personale. Mentre il Gran Caffè Schenardi ci aspetta in Corso Italia, con i suoi antichi stucchi dorati e i suoi lampadari di cristallo, per avvolgerci ancora nell’atmosfera viterbese del secolo scorso. Dobbiamo soltanto farlo tornare ad essere una piacevole ed irrinunciabile abitudine.
Il Comune in aiuto del commercio per “rianimare” il centro
di Donatella Agostini


























