I Quartieri alti. Murialdo- Cappuccini, due facce della stessa medaglia

di Eleonora Speranza e Andrea Multari*

A est della città dei Papi due quartieri praticamente saldati eppure diversi. Non soltanto per questioni anagrafiche, ma per il loro stesso tessuto sociale. Messi insieme arrivano a poco meno di 15.000 abitanti, attestandosi come primo nucleo abitativo della città. Quello dei Cappuccini si trascina la definizione di “Quartiere alto”, quello dei benestanti, è cresciuto all’indomani del primo conflitto mondiale ed esploso negli anni Cinquanta e Sessanta, il Murialdo è giovanissimo e, come tale, composto da giovani che nel frattempo sono diventati adulti.

Il cosiddetto quartiere alto, il Murialdo, è il risultato sociale di famiglie militari e giovani coppie. Con il trascorrere del tempo ha però visto diminuire quel senso d’identità che lo aveva contraddistinto negli anni. Torna in mente  quella frase di Baudelaire: “La forma di una città cambia, ahimè, più in fretta del cuore di un mortale”.  Dice don Angelo Bissoni, il parroco di “San Leonardo Murialdo” la parrocchia di quartiere: “L’espansione edilizia ha dato l’opportunità di far vivere il quartiere a famiglie diverse ed è naturale che esso presenti un mix di estrazioni sociali”.

Sono varie le infrastrutture che hanno fatto del Murialdo un vero e proprio polo sportivo: nel 1983 ha visto la luce il Palamalè, il più grande impianto coperto della città di Viterbo. Oggi il palazzetto dello sport ospita molte eccellenze viterbesi: Stella Azzurra Viterbo, Ants Basket Viterbo e Tuscania Volley. Il Palamalè, ma non solo: a fargli compagnia la piscina comunale con una struttura di 7.500 metri quadrati e, a pochi passi, la sede della VBC Viterbo, unica Scuola Federale di Pallavolo della provincia.

Mens sana in corpore sano. Dunque, non solo sport, ma anche cultura: non distante il polo Universitario dell’Università della Tuscia che ha predisposto il progetto di recupero e ristrutturazione del grande immobile dell’ex Caserma dei Vigili del fuoco in via Oslavia.«Per costituire un grande polo nelle vicinanze del centro della città spiega il rettore  Ruggieri – con evidenti benefici, non solo per la capacità attrattiva dell’Ateneo, ma anche per l’indotto economico e per la complessiva migliore qualificazione del quartiere».

Nei locali delle Parrocchia San Leonardo Murialdo, sono circa 200 gli iscritti all’Università dell’età libera, un service da 33 anni targato Lions Club che offre una serie di appuntamenti culturali continuativi nell’arco dell’anno e di buon livello. A curare molte delle attività del quartiere è quasi sempre la parrocchia del Murialdo, che in maggio organizza numerosi eventi che vanno dal cinema al teatro, dai convegni alle manifestazioni sportive.

A testimonianza della sua rilevante operatività è il Grest, che nella sua ultima edizione ha ospitato 470 bambini e 200 animatori. Inoltre, la parrocchia mette a disposizione dei visitatori della Fracigena un ostello per l’accoglienza. Nei sogni del parroco, don Angelo Bissoni, la realizzazione di un campo sportivo in tappeto sintetico adiacente al palazzetto: “Ma evidentemente – avverte – è necessaria anche una spinta sostenuta della collettività, che purtroppo ancora non sento”. Non sono molte, invece, le possibilità che il quartiere offre a livello associativo. Purtroppo la mancanza di risorse economiche ha portato alla chiusura di varie realtà, una su tutte il Gruppo A, come Accoglienza, vero e proprio punto di ritrovo per i meno fortunati.

Il verde pubblico? La distribuzione è un po’ macchia di leopardo. La zona più estesa si trova lungo via Cattaneo, dopo la cancellazione, in senso letterale, del campo sportivo dei Giuseppini che per anni aveva visto crescere intere generazioni di viterbesi. Un handicap per fortuna sanato dal gruppo sportivo Barco Murialdina che ha realizzato un impianto efficiente e colto importanti successi in campo calcistico. Presidente da 35 anni, Sergio Pollastrelli, che giustamente ne fa un motivo di orgoglio: “Il bilancio di oltre un trentennio di attività nell’impianto del Barco è tutto nei numeri: più di 270 tesserati, 4 squadre di calcio Pulcini, 1 Esordienti, 1 Giovanissimi, 1 Allievi, 1 juniores, 1 di seconda categoria, 1 di calcio a cinque. Un premio di Scuola Calcio Elite”. Un autentico tesoro da preservare.
Al Murialdo è sorto nel 2015 lo Smart Village Murialdo, il primo complesso immobiliare certificato dall’Agenzia CasaClima , nel  nuovo centro residenziale pensato per chi è alla ricerca di un ambiente esclusivo e unico, vi sono arrivate molte coppie giovani. Il successo ne ha sancito la continuità con  Smart Village 2  dotato di impianti tecnologicamente avanzati , complesso appena completato.  Un appartamento al Murialdo è stato scelto per una Open House Contemporary Art,un progetto culturale di valorizzazione immobiliare con l’uso di spazi vuoti allacciati all’arte, totalmente innovativo, realizzato dalla MedImm Imm.re  con l’utilizzo di un ambiente libero  nei ‘quartieri alti’ della Viterbo anni ’90.
Percorrendo le strade del Murialdo, non si ha la sensazione di varcare il confine, seppur immaginario, con quello dei Cappuccini. Una saldatura quasi fisica, eppure un quartiere assai diverso nella sua più intima identità.
Sorto fuori dalle mura negli anni ’20, conosce il suo vero e proprio sviluppo intorno agli anni ’60.
Il suo tessuto sociale è costituito prettamente da un ceto medio alto e mediamente matura l’età della sua comunità. Proprio per queste caratteristiche, la vita di quartiere, si configura, rispetto al vicino Murialdo, in maniera differente.
Forte è la religiosità che lo anima e la si ritrova nei due punti cardine della parrocchia di Santa Maria Della Verità, appunto, e del convento dei frati Minori Cappuccini.
La parrocchia della Verità nella centralissima Piazza Crispi,proprio di fronte a porta della Verità, nasce nel 1961 e rapidamente attiva tutta una serie di attività ludiche e sportive. L’oratorio – spiega don Elio Forti – a oggi è l’unico luogo dove i giovani possano svolgere attività nel quartiere. All’interno della palestra e del campo di calcio, oltre al divertimento e al sano sport, si respira anche un forte senso di integrazione. E questo è importante”. Il giovedì, infatti, i ragazzi richiedenti asilo del Centro di Accoglienza Straordinaria, partecipano a varie iniziative: dal calcio al teatro. La chiesa custodisce tesori, il pezzo forte e’ la cappella Mazzatosta stupendamente affrescata da Lorenzo da Viterbo, di particolare bellezza lo Sposalizio della vergine.
Attorno al nucleo dei frati Cappuccini, invece, orbita l’associazione San Crispino, che si adopera in molteplici iniziative, dalla beneficenza ai concorsi per le scuole, nel nome del santo di cui porta il nome, originario della città di Viterbo di cui  custodisce le spoglie. Qui papa Clemente VII  si rifugiò arrivando  da Roma durante la calata dei Lanzichenecchi e  il 3 luglio 1528 emanò la bolla con cui  venne costituita la famiglia cappuccina, derivata dal primo ordine francescano.
Non solo l’elemento religioso, ma anche la cultura è un valore aggiunto del quartiere Cappuccini.
Proprio qui è situato infatti uno dei principali poli museali della città, il Museo Civico intitolato il 23 maggio 2011 a Luigi Rossi Danielli, archeologo viterbese, adiacente alla chiesa di Santa Maria della Verità. Nonostante i contenuti storici e artistici di rara bellezza, tuttavia, il suo potenziale non sembra essere adeguatamente valorizzato. Di recente il neo assessore Marco De Carolis ha avviato le aperture domenicali  e festive gratis legate alle iniziative del Mibact. Bisogna sollecitare una cittadinanza a volte troppo abitudinaria e mettere in luce quei gioielli fin troppo impolverati.
“Criticità? Il quartiere – aggiunge don Elio –  non presenta autentiche emergenze, né dal punto di vista infrastrutturale, né sociale che non siano comuni a tutte le altre città. Si percepisce però la mancanza di un centro sociale per gli anziani”.  C’è da recuperare  il terreno perso in questi anni e prendere coscienza di una terza età sempre più popolata e attiva rendendola partecipe della vita della comunità .

Nell’ adiacente viale IV Novembre domina con il suo bellissimo ingresso l’Istituto Ragonesi. Si chiamava una volta “Collegio Vescovile”, perché vi soggiornavano giovani della provincia di Viterbo e della bassa Toscana, per poter frequentare le scuole della città. Generazioni di giovani sono passate nelle aule di questo istituto, come alunni, o come convittori provenienti dalle varie parti d’Italia, durante i lunghi anni di funzionamento del collegio. Attivo come Liceo Scientifico dall’anno 1955, ex-alunni che hanno fatto strada in ogni campo, ottanta anni di attività scolastica, di promozione educativa e culturale gestita dai Fratelli Maristi. La Comunità religiosa dei fratelli Maristi lascerà  definitivamente Viterbo nel settembre 2017.

Murialdo e Cappuccini rimangono comunque i due quartieri che, a detta delle agenzie immobiliari localizzate nel quartiere, tengono ancora dinamica  la domanda di compravendita. Nel 2018 nel quartiere afferma il professionista Tecnorete di via Vicenza sono stati venduti 35 appartamenti. Il profilo degli acquirenti è quello di coppie giovani che succedono ai propri anziani. Un ricambio generazionale che sta mutando il volto di un quartiere che in un certo senso vive di quelle infrastrutture concepite nella sua ideazione, che hanno bisogno oggi di essere curate e mantenute.  Murialdo-Cappuccini: due facce della stessa medaglia, un quartiere nato dalla costola di un altro quartiere, due anime però molto diverse. Una cittadella nella città di 15.000 abitanti.

In fondo per un agglomerato urbano così numeroso le cose necessarie per migliorarne la vivibilità non sono poi così irraggiungibili, si chiede la cura della pavimentazione, dei marciapiedi soprattutto quelli su via Vicenza.Inutile dire che serve una maggiore presenza della polizia locale anche per il rispetto della segnaletica – sono moltissime le autovetture che sostano in zone vietate. Il potenziamento del  verde pubblico, per una cronica mancanza di manutenzione, l’erba ha invaso i marciapiedi.

Servizi per le esigenze della famiglia, dei bambini e degli anziani del quartiere. … capaci di migliorarne  la qualità globale . Ci dice una residente di media età, il sindaco dovrebbe ogni giorno iniziare la sua giornata, attraversando i quartieri a piedi. La realtà deve essere vissuta non può essere solo raccontata.

 

*Studenti Università della Tuscia Disucom- Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Turismo

 

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