Grande successo per l’inaugurazione di “Fili, mani e pieghe di carta” a Proceno

Un’atmosfera sospesa tra incanto e meraviglia ha avvolto Palazzo G.A. Sforzaa Proceno il 20 marzo  in occasione dell’inaugurazione della mostra “Fili, mani e pieghe di carta. Animare il mondo e raccontare la società”, che ha registrato una numerosa e calorosa partecipazione.

Non semplici oggetti, ma presenze silenziose in attesa di essere animate: è questa la suggestione che ha guidato e conquistato il pubblico fin dai primi istanti. I visitatori sono stati accolti in un universo fatto di dettagli minuziosi, figure evocative e scenari che sembrano prendere vita, capaci di trasformare la carta in racconto, memoria ed emozione.

“Sembrano quasi aspettare qualcosa. Una mano che muova un filo, una pagina che si apra, uno sguardo che immagini il movimento.” Con queste parole le curatrici Anastasia Serafinelli ed Elisa Pifferi hanno accompagnato il pubblico nel cuore del progetto espositivo: un viaggio affascinante attraverso il desiderio di dare vita a ciò che è inerte.

La mostra, costruita attorno alla collezione di Domenico Maiolo, si sviluppa come un racconto che attraversa secoli e culture: dalle figure articolate dell’impero Ottomano e della Turchia, nate in contesti rituali, fino al teatro di figura europeo, dove marionette e burattini diventano strumenti di narrazione, spettacolo e critica sociale.

Particolarmente apprezzato è stato il dialogo tra le diverse forme espressive: la raffinatezza tecnica delle marionette, con i loro fili e bilancini; l’immediatezza dei burattini, protagonisti delle piazze e della satira popolare e la magia essenziale del teatro d’ombre, dove luce e sagome costruiscono mondi immateriali.

Non meno affascinante il passaggio “dal palcoscenico alla pagina”: i libri animati, con alette, meccanismi e strutture pop-up, trasformano il lettore in protagonista attivo. La lettura diventa gesto, azione, esperienza. “La carta diventa un nuovo palcoscenico”, hanno sottolineato le curatrici, evidenziando il filo invisibile che lega tutte le opere: quello dell’immaginazione che prende forma attraverso la materia.

L’inaugurazione è stata impreziosita dagli interventi delle istituzioni – il presidente della Cooperativa di Comunità Proceno Massimo Pelosi, il sindaco Roberto Pinzi e il presidente della Provincia Alessandro Romoli – che hanno ribadito il valore culturale e sociale dell’iniziativa per il territorio.

Momento di grande intensità è stato l’intervento dell’attore Cesare Cesarini, che ha interpretato “Cosa sono le nuvole” di Pier Paolo Pasolini e Domenico Modugno: una performance capace di emozionare profondamente il pubblico, in perfetta sintonia con il tema della mostra, dove figure nate per la scena sembrano interrogarsi sul senso della realtà.

Tra sale animate da curiosità e stupore, e un aperitivo finale vissuto come spazio di incontro e condivisione, la serata ha restituito l’immagine di una comunità viva, partecipe e desiderosa di cultura.

La mostra resterà aperta fino al 19 aprile e si presenta non solo come un’esposizione, ma come un’esperienza collettiva: un invito a fermarsi, osservare e lasciarsi sorprendere dalla poesia delle piccole cose.

Un successo che conferma come, ancora oggi, bastino un filo, una luce o una piega di carta per accendere l’immaginazione e raccontare il mondo.

Per informazioni:
+39 3783080580
coopproceno@gmail.com

 

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI