“Festival dell’Aglio Rosso di Proceno” vince la Gara Gastronomica Francesca Pontecorvi con il risotto con crema di peperone arrostito

di Cristiana Vallarino

Mostre, cene in piazza, spettacoli teatrali, musicali e di danza, attività per bambini, mostre e visite guidate e la Gara Gastronomica “Il Rosso sul Podio”: è stato questo, lo scorso weekend, il secondo “Festival dell’Aglio Rosso di Proceno”.
Momento clou proprio la gara di cucina, cui hanno preso parte 4 concorrenti che hanno cucinato, in massimo 90 minuti, un piatto a scelta tra antipasto, primo, secondo o dolce in grado di valorizzare al massimo le proprietà dell’Aglio rosso di Proceno. I punti di valutazione sono stati così distribuiti: · ricetta allegata con pesi e procedimento (ricetta completa) · presentazione · pulizia · spreco degli ingredienti · armonia dei sapori · replicabilità · storytelling (capacità descrittive del piatto).
A presiedere la giuria Vittoria Tassoni, di Tarquinia, Cuoca dell’Alleanza Slow Food, supportata dal vincitore della prima gara nel 2024 il civitavecchiese Giuseppe Rutigliano.
I giudici hanno scelto il risotto con crema di peperone arrostito, aglio rosso confit, bagnato con brodo vegetale con buccia di aglio rosso, crumble di pangrattato con aglio rosso, crema di aglio rosso e cubetti di ciauscolo. A crearlo Francesca Pontecorvi che ha ricevuto una targa e un ricco cesto con prodotti tipici dell’Alta Tuscia. Dopo la premiazione, sabato nella Sala Comunale, ha replicato la realizzazione del piatto con uno show cooking.
Così si racconta la vincitrice: “Sono nata a Velletri, nei Castelli Romani, e da qualche anno vivo a Muccia, nelle Marche. Sono casalinga, mamma di una splendida bambina e la cucina è la mia grande passione da sempre. Ho iniziato a cucinare molto presto e non ho mai smesso. La cucina è per me un atto d’amore e di libertà. Amo la tradizione della mia terra, il Lazio, ma anche scoprire sapori nuovi. Ogni luogo in cui ho vissuto ha lasciato una traccia nel mio modo di cucinare, rendendo il mio stile un mix unico di radici e sperimentazione.Sperimentare è la mia forma di libertà: dalle erbe spontanee ai fiori eduli, dagli ingredienti dimenticati alle idee ancora da inventare. Gioco con colori, consistenze e contrasti, curando ogni dettaglio per sorprendere chi assaggia i miei piatti”. Ho partecipato a diversi concorsi, che mi hanno regalato esperienze preziose – continua -. Alcuni li ho vinti, ma la mia più grande soddisfazione è sentire che la mia passione arriva dritta al cuore delle persone. Credo nel valore del confronto e della crescita continua, e per questo amo partecipare ad iniziative culinarie. Cucinare è curiosità e voglia di raccontare un pezzo di me attraverso ogni piatto. Il mio prossimo obiettivo è scrivere un libro perché ogni piatto che preparo racconta una storia — la mia storia. Per me la cucina è il modo più autentico di esprimermi, portando in tavola non solo sapori, ma emozioni, passioni e ricordi“.
Il “Festival dell’Aglio Rosso di Proceno” è stato realizzato con i fondi previsti dal PNRR nel Bando del Ministero della Cultura e finanziato dall’Ue, per rivitalizzare il borgo e valorizzare la produzione locale. L’iniziativa è stata promossa dal Comune del viterbese, con Slow Food Viterbo e Tuscia, la Cooperativa di Comunità Proceno, la Proloco di Proceno e l’Associazione dei produttori dell’Aglio Rosso “Tradizione e Appartenenza”. C’era pure il Mercato dei produttori locali con un percorso di degustazione gratuito e a mezzanotte bruschette e spaghetti aglio, olio e peperoncino per tutti. Per questa seconda edizione ci sono stati incontri con esperti e produttori anche di altre regioni,

L’Aglio Rosso di Proceno è inserito nell’Arca del Gusto Slow Food e compare tra i Prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) e nel Registro volontario regionale delle risorse genetiche autoctone a rischio di erosione, previsto dalla legge regionale 15/2000 sulla tutela della biodiversità agraria e fa parte del paniere dei prodotti tipici di qualità del Marchio Tuscia Viterbese della Camera di Commercio Rieti Viterbo.

Nelle settimane scorse è stato avviato il percorso per essere riconosciuto Presidio Slow Food, attribuito a quei prodotti autoctoni che vantano una cultura agronomica e una tradizione culinaria legata a un determinato territorio ma sono a rischio estinzione.

 foto credit Alessandro Creta giornalista enogastronomico
COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI