Expo:sul podio Tusciaway video racconto del territorio

Lo avevamo annunciato in occasione dell’evento che si è svolto il 6 scorso a Milano. Il video realizzato da due giornalisti e due ricercatori dell’Università della Tuscia, è risultato tra i 18 progetti vincitori del concorso Rai Expo e Politecnico di Milano: “Racconta il tuo territorio, diventa protagonista di Padiglione Italia”.
TUSCIAWAY, è questo il titolo del video che in un mese ha avuto quasi 400 visualizzazioni su Youtube e che ha vinto il concorso bandito da Padiglione Italia, Rai Expo e Politecnico di Milano “Racconta il tuo territorio, diventa protagonista di Padiglione Italia”. La premiazione è avvenuta sabato 6 Giugno presso il Media Center sito in Expo Milano 2015, nel corso della presentazione di Experia – Viaggio in Italia nell’anno dell’Expo, la struttura cross-mediale nata per promuovere l’Esposizione Universale e il suo tema, alla presenza di Caterina Stagno, responsabile Rai Expo, Marco Giudici, vicedirettore di Rai2, Gabriele Pasqui, direttore del Dipartimento Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano e Guido Morandini, autore di Experia.
Quattro gli autori del progetto, due ricercatori universitari e due giornalisti: Lavinia Maria Priscilla Delfanti, Dottoranda in Ingegneria dei sistemi agrari e forestali presso il Dipartimento di scienze e tecnologie per l’Agricoltura, le Foreste, la Natura e l’Energia (DAFNE) dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo e Roberto Bedini, Presidente dello Spin-off universitario SEA TUSCIA Srl, Sicurezza, Energia, Ambiente, già ricercatore presso il DAFNE dell’UniTuscia viterbese. Rita Salimbeni, Giornalista Professionista agroalimentare, nonché esperta comunicatrice di cultura del territorio, già vincitrice del Premio Marchio Tuscia Viterbese 2014, e Stefano Zago, Giornalista e Direttore di TeleAmbiente, rete televisiva specializzata sull’informazione ambientale, che si è occupata delle riprese e montaggio del video di dodici minuti, grazie alla preziosa collaborazione di Serena Zago.
“Tusciaway – spiega la capogruppo Lavinia Delfanti – è il risultato collaborativo di un gruppo in cui la trasversalità delle competenze ha giocato un ruolo forza. Così, nel mio caso, ho potuto apportare il mio lavoro di ricerca scientifica relativo all’analisi territoriale ed energetica, mentre lo spin off accademico Sea Tuscia ha individuato ed evidenziato peculiarità aziendali innovative del territorio, in un contesto di particolare vocazione agricola”. In effetti, il core dell’idea progettuale alla base del video, visibile alla pagina internet di Experia, è uno story telling territoriale, che si è sviluppato nella Tuscia viterbese, lungo l’asse della ferrovia dismessa Civitavecchia-Orte, in particolare nel tratto che comprende le stazioni di Sutri-Capranica, Fabrica di Roma e Gallese. Un territorio ricco di biodiversità ambientale ed archeologica che risulta poco valorizzato e privo di collegamenti.
“In particolare – prosegue la giornalista Rita Salimbeni – abbiamo intercettato quattro aziende agricole virtuose, Fattoria Faraoni di Sutri, Azienda biodinamica Menicocci di Fabrica di Roma, Azienda Capati di Civita Castellana e Azienda agricola Cupidi di Gallese, che fanno dei valori di sostenibilità ambientale, culturale e gastronomica i principi base del proprio lavoro, attraverso la promozione del prodotto locale biologico e di qualità”. Un lavoro basato su una solida tradizione ed affidato alla nuova generazione di imprenditori ed imprenditrici agricole.
“Il nostro racconto di realtà aziendali e familiari che operano senza soluzione di continuità tra storia e innovazione, – continua Stefano Zago – lancia una sfida per il dopo Expo 2015 proponendo una gestione sapiente del territorio che sia in grado di valorizzarne il patrimonio materiale ed immateriale”. Il progetto Tusciaway, infatti, si pone l’obiettivo di collegare ambienti biologici, alimentari e paesaggistici diversi tra di loro, inseriti in un contesto in sé frammentato e disconnesso. Percorsi tra campagne, beni archeologici e borghi tufacei dove la ferrovia funge da trait d’union, dove la riabilitazione di stazioni dismesse porterebbe la rinascita di un intero microcosmo, e ancora, dove l’utilizzo di nuove tecnologie in agricoltura ci regala un’immagine dal futuro.
“A breve, infatti, – ha concluso Roberto Bedini – amplieremo e svilupperemo ulteriormente il nostro progetto per definire un percorso che ricalchi i tracciati reali – come la ferrovia dismessa – o virtuali – costruiti grazie all’ausilio di applicativi digitali – al fine di renderlo uno strumento attivo di relazione tra persone e beni forniti da un territorio dove storia, tradizione ed innovazione si fondono in un’unica realtà”.

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