Erbetti Movimento 5 Stelle: “Quella scritta non racconta la storia. Salva la propaganda fascista e ne cancella le macerie”

“C’è chi difende la scritta “Casa del Balilla” ricomparsa sulla facciata del liceo Mariano Buratti sostenendo che si tratti semplicemente di “storia”.

Ma quale storia?

Quella scritta non racconta il fascismo. Racconta il modo in cui il fascismo voleva essere raccontato.

Racconta le uniformi, non i cadaveri.

Racconta la disciplina, non la libertà cancellata.

Racconta i bambini schierati, non gli adulti che sarebbero diventati carne da macello.

Racconta l’ordine delle parate, non il disordine delle macerie.

“Casa del Balilla” non è la storia del fascismo.

È la réclame del regime, è il fascismo visto dal balcone, non dalle carceri.

Visto nelle fotografie ufficiali, non nelle camere di tortura.

Visto prima della guerra, senza mostrare la distruzione e la morte prodotte da quella pedagogia fondata sull’obbedienza, sul culto del capo e sulla militarizzazione dei giovani.

Per questo il problema non può essere ridotto alla falsa alternativa tra conservare e cancellare.

 

Il problema è che, lasciata lì da sola, quella scritta cancella tutto ciò che venne dopo.

Trasforma uno spaventoso progetto politico di indottrinamento in una curiosità architettonica.

Trasforma una dittatura in un’epoca storica come un’altra.

Trasforma il simbolo dei carnefici in un elemento decorativo, mentre il nome della vittima rischia di diventare soltanto la targa appesa all’ingresso di una scuola.

 

E non stiamo parlando di una vittima qualsiasi.

Stiamo parlando di Mariano Buratti, docente, antifascista e partigiano, torturato e fucilato dai nazifascisti.

Riportare in evidenza la propaganda del regime sull’edificio che porta il suo nome, senza raccontare ciò che quel regime fece e dove condusse il Paese, non è neutralità storica.

È una scelta.

Una scelta culturale, politica e simbolica.

Chi continua a ripetere che “è storia” dovrebbe avere almeno il coraggio di raccontarla tutta, perché la storia non finisce con una scritta restaurata sulla facciata. Continua con le leggi liberticide, le persecuzioni, la guerra, le torture, le fucilazioni e le città ridotte in macerie.

Mariano Buratti non ha bisogno che nascondiamo la storia.

Ha bisogno che nessuno la riscriva sopra il suo nome.

Chiediamo quindi alla Provincia di Viterbo e alla Soprintendenza di rendere immediatamente pubblici il progetto, le autorizzazioni, le relazioni tecniche, la documentazione fotografica e i criteri storici utilizzati per l’intervento.

E chiediamo che, fino a quando non sarà chiarito ogni passaggio, quella scritta non venga presentata alla città come un innocente recupero del passato.

Perché salvare la facciata del fascismo cancellandone le rovine non significa tutelare la memoria.

Significa tradirla.”

 

Massimo Erbetti

Coordinatore provinciale Movimento 5 Stelle

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