Enzo Trifolelli e il Fototempismo, un viaggio fuori dal tempo

Luciano Pasquini

La fotografia come ogni altro mezzo espressivo è in continua evoluzione ed è sempre alla ricerca di nuovi linguaggi, materiali, composizioni che permettano all’artista di poter esprimere al meglio la sua creatività. Il Fototempismo cerca di rivelare quello che non si vede, quello che gli occhi non potranno mai vedere e che solo l’osservazione del’inconscio tecnologico nella foto, dopo lo scatto rivela come il soggetto sia stato sottoposto ad uno spostamento nello spazio, ad una smaterializzazione e di nuovo materializzazione in altro tempo, di cui le strisce di luminose testimoniano l’energia sprigionata.
Stiamo parlando di Enzo Trifolelli classe 1951 figlio della Tuscia, nativo di Bassano in Teverina che ha intrapreso un percorso originale e in continua evoluzione, un viaggio fuori
dal tempo, ai confini dell’arte, cercando nella fotografia una nuova libertà e il superamento dei percorsi fino ad ora effettuati.
Lo incontriamo presso la Chiesa di Santa Maria della Salute a Viterbo dove alle prese con cavalletti e lampade è in allestimento, nell’ambito della programmazione di Caffeina 2018, la sua mostra personale. In modo minuzioso ci fa nel significato del termine “Fotempismo”. Prove fotografiche in tal senso furono intraprese nel periodo “Futurista” quello per intenderci di Filippo Tommaso Marinetti dove: Anton Giulio Bracaglia con i due fratelli Carlo Ludovico e Arturo con il “Fotodinamismo” avevano voluto innestarsi nell’esperienza Futurista appena iniziata. Da prima furono osteggiati dalla critica, non riconoscendogli la valenza di forma artistica, poi furono dallo stesso Marinnetti sostenuti anche economicamente per le loro idee fotografiche. Bracaglia, voleva aggiungere qualcosa in più alla composizione tradizionale, muovendo il soggetto davanti alla macchina fotografica.
Nel Fototempismo è la macchina fotografica che si muove di fronte al soggetto, e nel suo percorso, dettato dal tempo di esposizione, può osservare e riprendere diverse angolazioni, a questo punto, lo spazio nelle sue componenti fondamentali altezza, lunghezza e profondità si fonde con la componente “Tempo” che verrà poi rappresentato sulla fotografia in un formato bidimensionale compresa la componente tempo, che si è unito indissolubilmente al soggetto, restituendo così un’emozione nuova. La fotografia rrestituisce così questa magia ogni volta che verrà osservata, superando così la staticità intrinseca dell’immagine e del suo supporto.

Sicuramente basilare sarà partecipare alla mostra, che si terra in concomitanza Caffeina, dal 22 giugno al 1 luglio, (orari: 17.00 – 20.00 e  21.00 – 24.00).

Nello stesso ambito, il giorno 23 giugno verrà presentata la composizione editoriale del libro in lavorazione “Il risveglio degli Etruschi” dove sicuramente il “Fototempismo” darà apporto ad un popolo antico e glorioso come quello degli Etruschi.

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