Ddl Caccia, Chiarle (Enpa Viterbo): “Milioni di animali selvatici, esseri senzienti, trattati come bersagli da eliminare”

DDL CACCIA_Enpa VT

Vergogna in Aula: il futuro degli animali selvatici ostaggio di un DDL scellerato. La biodiversità italiana è sotto attacco nei palazzi del potere, dove la vita di milioni di esseri senzienti viene ridotta a merce di scambio politico.

L’indignazione ha superato il livello di guardia. In queste ore, le Istituzioni della nostra Repubblica stanno consumando uno dei capitoli più bui e retrogradi della gestione faunistica nazionale. Il dibattito in Senato sul cosiddetto “DDL Caccia” (un provvedimento fortemente voluto dal Ministro Francesco Lollobrigida) sta portando alla luce uno spettacolo desolante. Nei resoconti d’aula risuonano frasi e argomentazioni assurde, pronunciate da esponenti politici che dimostrano una totale e agghiacciante mancanza di empatia e di rigore scientifico. Il regresso civile in nome delle lobby mentre il mondo scientifico lancia continui allarmi sul collasso della biodiversità, la politica italiana sceglie di ignorare l’articolo 9 della Costituzione.
Si preferisce strizzare l’occhio alle lobby dei cacciatori. Non si tratta più solo di regolamentare un’attività, ma di sdoganare una vera e propria deregulation venatoria che minaccia specie protette e territori inviolabili. Nessun rispetto: milioni di animali selvatici, esseri senzienti, trattati come bersagli da eliminare.
Sperpero pubblico: risorse dello Stato usate per assecondare una minoranza armata. Sicurezza a rischio: territori naturali e aree rurali privati della loro sicurezza per favorire le doppiette. Arroganza istituzionale: discorsi intrisi di ignoranza etologica pronunciati da chi dovrebbe legiferare con responsabilità.
Senatori della maggioranza di Governo, indegni e vergognosi, si stanno spendendo in prima persona per difendere questo scempio normativo. In aula, durante la discussione, si stanno ascoltando frasi e discorsi assurdi che ci lasciano senza parole. Abbiamo raccolto alcune di queste “perle” per farvi rendere conto in che mani è il destino di milioni di esseri viventi e senzienti:
“Onorevoli colleghi, signor Presidente, io mi definisco orgogliosamente cacciatore perché la mia famiglia mi ha educato ad apprezzare l’arte venatoria ma, soprattutto, il rispetto della natura”. Senatore Lega
“Spesso lo stesso termine ‘cacciatore’ viene talvolta anche denigrato, dimenticando che in altri Paesi europei i cacciatori sono coloro che, tutelando la fauna e l’ambiente, mantengono un equilibrio e sono figure valorizzate”. Senatore Lega
“La caccia è, sì, un momento ricreativo, una tradizione secolare, ma è anche un’attività che produce PIL. Per questo è importante consentire alle aziende faunistico-venatorie di operare anche a fini lucrativi, perché è una possibilità che permetterà a questo settore di svilupparsi”. Senatore FdI
“Vi sareste accorti che, nelle aree rurali e montane, gli agricoltori e, assieme a loro, i cacciatori hanno costituito uno degli strumenti più straordinari ed eccezionali per mantenere l’ambiente”. Senatore FdI
“Non dimentichiamo che, se vogliamo farne una questione etica, gli animali – siano essi allevati o cacciati allo stato selvatico – restano pur sempre animali, e noi ce ne cibiamo da sempre”. Senatore FdI
Le loro dichiarazioni rimarranno una macchia indelebile nella storia parlamentare recente, testimonianza di una visione del mondo medievale dove l’animale è solo un oggetto di cui disporre a piacimento. Diciamo NO al massacro legalizzato. Non possiamo restare in silenzio davanti a questa barbarie legalizzata. È necessario che l’opinione pubblica si svegli e faccia sentire la propria voce contro un provvedimento ignobile, anacronistico e scientificamente insostenibile.
La fauna selvatica è un bene inalienabile dello Stato e di tutti i cittadini, non un bersaglio privato per il divertimento di pochi.
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Mauro Chiarle
Presidente Enpa sezione di Viterbo e provincia
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