Dalla Tour Eiffel alla Macchina di Santa Rosa: al Liceo Scientifico “Paolo Ruffini” una lezione speciale tra fede, arte e ingegneria

liceo ruffini

Cosa unisce la Tour Eiffel, simbolo indiscusso del progresso industriale parigino, alla Macchina di Santa Rosa, il “campanile che cammina” Patrimonio UNESCO? A svelarlo sono stati gli studenti delle classi 4°AS e 4°CS del Liceo Scientifico “Paolo Ruffini” di Viterbo, protagonisti di un eccezionale incontro didattico nato dall’iniziativa e dall’organizzazione della professoressa Ornella Corvaia.

Ospiti d’eccezione dell’istituto sono stati: l’architetto Raffaele Ascenzi, il Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa Massimo Mecarini e lo storico e celebre facchino Maurizio Marinetti che hanno guidato i ragazzi in un viaggio affascinante dietro le quinte del Trasporto, ribaltando per qualche ora la prospettiva: non solo fede e tradizione, ma anche rigorosa scienza, fisica e calcolo strutturale.

L’incontro ha preso le mosse da un parallelismo audace ma scientificamente ineccepibile sviluppato dagli studenti durante l’anno scolastico: il legame tra l’opera di Gustave Eiffel e l’architettura della Macchina.

Il cuore dell’incontro si è trasformato in un affascinante viaggio nel tempo e nella tecnica, guidato dall’architetto Raffaele Ascenzi. Con la sensibilità del progettista e la passione del Facchino, Ascenzi ha preso per mano gli studenti delle classi 4°AS e 4°CS, conducendoli lungo quel sottile filo rosso che unisce l’audacia di Gustave Eiffel all’architettura verticale viterbese.

Il viaggio ha fatto tappa nella Parigi di fine Ottocento per arrivare nel territorio Viterbese del 2026. Il progettista ha proiettato gli alunni verso il futuro, ripercorrendo l’incredibile evoluzione dei materiali: un cammino secolare che, partendo dal legno e dalla cartapesta dei modelli storici, è approdato oggi all’uso di leghe leggere, alluminio e moderne resine composite. L’intervento didattico è stato impreziosito anche da aneddoti e racconti svolti da Ascenzi, Mecarini e Marinetti, che hanno svelato ai ragazzi i retroscena e le enormi complessità che si nascondono dietro la nascita di una Macchina, mettendo in luce le grandi difficoltà della progettazione strutturale e del suo trasporto.

Altissimo il livello di partecipazione degli alunni che, dimostrando grande interesse e spirito di collaborazione, hanno animato l’incontro con numerose domande e curiosità.

La professoressa Ornella Corvaia ha sottolineato l’importanza della ricaduta formativa sugli alunni per l’interdisciplinarità applicata fra arte e scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.

Un ringraziamento speciale va al Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa per aver portato a scuola non solo la loro preziosa testimonianza di custodi della tradizione, ma anche una straordinaria lezione di vita e di ingegneria applicata. Un giorno speciale in cui i libri di testo hanno lasciato spazio all’emozione della storia che cammina.

Un ringraziamento altrettanto sentito va alla dirigente scolastica Claudia Prosperoni che ha sposato fin da subito l’iniziativa con entusiasmo.

(Professoressa Ornella Corvaia)

 

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