Sarà un Natale come quello dello scorso anno, né migliore né peggiore; i regali saranno orientati soprattutto agli acquisti di capi di abbigliamento, accessori e calzature; quelli tecnologici riguarderanno computer portatili (16%); saranno effettuati in prevalenza via Internet (33%). Il pranzo di Natale? Di tutto un po’. Tra i primi, privilegiati pasta alle noci, cannelloni, stracciatella, pasta al forno, lasagne e tortelli (38%). Tra i secondi baccalà, crostacei, anguilla, frittura mista e legumi (27%), meglio che agnello, coniglio, pollame, bovino e suino (18%). Sì ai dolci, ma senza strafare (17%). In vacanza per le Feste? Tre su quattro resteranno a casa e comunque in Italia. E la notte da Capodanno? Il 37% la trascorrerà in famiglia, il 35% con il partner, il 21% con gli amici, il 5% semplicemente da solo, il 2% in gruppo organizzato.
Così i viterbesi alle prese con le Festività Natalizie: usi, costumi, abitudini, secondo un sondaggio elaborato dalla Confesercenti che ha tenuto la tradizionale conferenza stampa di fine anno. Numeri non molto differenti da quelli raccolti in ambito nazionale e non molto diversi da quelli relativi a fine 2023. “Attenzione però – avverte il presidente Vincenzo Peparello – perché sarà molto importante il dato relativo a quest’ultima settimana che potrebbe cambiare il risultato finale, perché proprio i giorni che restano a San Silvestro sono quelli decisivi in termini di bilancio. Diciamo che le tredicesime hanno portato una boccata di ossigeno, ma evidentemente non possono risultare decisive. Non lo sono mai state”. A livello nazionale, secondo l’ultimissimo rilevamento Confesercenti-Ipsos, le tredicesime porteranno nelle famiglie italiane 51,3 miliardi di euro (7,8 in più rispetto allo scorso anno, 225 euro di budget a persona rispetto ai 223). Di essi 18,7, quasi un terzo, saranno destinati a regali: la corsa ai doni lo hanno già vinto le boutiques, premiate dal 47% dei consumatori. Poi, ovviamente, le vacanze ed altre spese. “Altre spese”, appunto, è la voce più rilevante e significativa: il 14% destinerà la tredicesima a pagare il mutuo e altri finanziamenti, il 21% a conti in sospeso, dalle bollette a pagamenti scaduti, l’11% a spese legate alla salute. Poi c’è chi (il 20%) utilizzerà parte dello stipendio per mettere qualcosa sotto il materasso, il 4% per piccoli investimenti. Appare certa l’inversione di tendenza, rispetto ai due anni precedenti, che aveva privilegiato l’on line rispetto alla vendita tradizionale: il 61% dei consumatori sceglierà un punto vendita fisico. I negozi, insomma, dovrebbero battere l’on line per 6 a 4. “Però – precisa Peparello – la situazione e le prospettive non sono delle migliori perché il turismo è in frenata e continua la desertificazione dei centri storici, insieme all’aumento dell’inflazione e della concorrenza straniera spesso sleale. Più che la concertazione serve una programmazione delle risorse. In questo senso abbiamo organizzato una convention tra i Comuni viterbesi con più di 15.000 abitanti per costruire un progetto serio e condiviso e l’obiettivo di rilanciare il settore commerciale che sia accompagnato da concreti interventi amministrativi e politici”.


























