Otto furti in pochi giorni, danni che in alcuni casi arrivano fino a 20 mila euro per ogni singola azienda e mezzi agricoli bloccati in piena attività lavorativa. È l’allarme lanciato da Coldiretti Viterbo, che accende i riflettori su quanto sta accadendo nelle campagne della Tuscia, in particolare nel territorio di Tuscania, dove le imprese agricole stanno facendo i conti con una nuova ondata di raid ai loro danni.
A essere presi di mira sono stati soprattutto trattori e mezzi agricoli, dai quali sono stati sottratti pezzi elettronici e componenti software sofisticati e innovativi, indispensabili per il funzionamento e lo svolgimento delle attività. Un danno doppio per le aziende: oltre al costo economico della refurtiva e delle riparazioni, c’è infatti il fermo operativo dei mezzi, che impedisce agli agricoltori di lavorare proprio nel momento in cui, le attività di semina stavano ripartendo, dopo lo stop imposto dalle condizioni metereologiche.
“Non siamo più di fronte ad episodi isolati – denuncia Patrizio Nicolai, presidente di Coldiretti Tuscania – ma a una situazione che sta diventando insostenibile per molte imprese del territorio. Rubare componenti così delicati dai trattori, significa mettere fuori uso strumenti essenziali per il lavoro quotidiano e lasciare le aziende ferme, con conseguenze pesantissime. In alcuni casi i danni sfiorano i 20 mila euro, una cifra enorme per chi vive del proprio lavoro e deve già affrontare costi sempre più alti”. Questo stop indice fortemente sull’economia delle aziende, che proprio in questi giorni stavano riprendendo a pieno con le loro attività. “Le nostre aziende – prosegue Nicolai – non possono essere lasciate sole. Chi lavora in campagna garantisce produzione, presidio del territorio e sicurezza alimentare. Non è accettabile che debba farlo con la paura costante di trovare i mezzi sabotati o depredati”.
Sulla vicenda interviene anche la presidente di Coldiretti Viterbo, Maria Beatrice Ranucci, che sottolinea la gravità del fenomeno in una fase già molto delicata per il comparto agricolo. “I furti nelle campagne – spiega – rappresentano un colpo durissimo per le imprese, perché vanno a incidere su un equilibrio economico già fragile. I nostri agricoltori stanno affrontando una fase complessa, segnata dall’aumento dei costi di produzione, a causa delle tensioni internazionali e da un contesto che rende sempre più difficile programmare e lavorare con serenità. Se a tutto questo si aggiunge il blocco dei mezzi agricoli, il rischio è quello di mettere davvero in ginocchio intere realtà produttive”.
Il riferimento è anche al quadro internazionale e al conflitto con l’Iran sta già spingendo verso l’alto i costi dell’energia e dei fertilizzanti e sta creando nuove pressioni sull’intera filiera agricola e agroalimentare. Negli ultimi quattro anni l’energia è aumentata del 66% e i fertilizzanti del 46%. E se si interrompono forniture e rotte internazionali, l’impatto si scarica immediatamente su disponibilità e prezzi dei concimi, considerando che da quelle aree arriva oltre il 25% della disponibilità globale e più del 33% dei fertilizzanti utilizzati nel mondo.
“Difendere le campagne – conclude Ranucci – significa difendere il lavoro, le produzioni e l’economia dei territori. Non si può continuare a colpire chi ogni giorno garantisce cibo, occupazione e presidio delle aree rurali. Serve attenzione massima su un fenomeno che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti e sul quale siamo sicuri garantiranno sicurezza le forze dell’ordine che costantemente presidiano il territorio”.
Coldiretti Lazio


























