Castel Cardinale a Viterbo

di Francesca Pontani*

«Scheggia fuori dal tempo, testimone di una volontà fredda, che non passa», Eugenio Montale, Ossi di seppia.

In una posizione tipica degli insediamenti etruschi, i ruderi di un castello occupano un’altura tufacea (m. 160 s.l.m.), naturalmente difesa dalla confluenza dei fossi Valle Segagna e Leia.

 

Cardinale Parnens

Castel Cardinale Deve il suo nome al Rettore del patrimonio di S. Pietro, Cardinale Parnens, che vi dimorò nel 1265.

Il castello probabilmente fu costruito intorno al XII-XIII secolo come struttura difensiva e strategica per il controllo del territorio compreso tra la città di Tuscania e Viterbo.

 

Angelo Tartaglia

Su Castel Cardinale poche sono le notizie storiche pervenuteci: si sa che nel 1421 apparteneva alla contea di Toscanella (oggi Tuscania), essendo stato assegnato da Papa Martino V ad Angelo Tartaglia, il famoso capitano di ventura di Lavello ma stabilitosi a Tuscania.

 

I ruderi medievali

La cinta muraria, presenta a destra dell’accesso, una torre pentagonale, forse in origine chiusa all’interno perché presenta tracce di intonaco. Dentro la cinta muraria sono presenti i resti di muri divisori relativi ad ambienti interni.

Fuori, alla base del muro, si evidenziano tracce di un cunicolo in parte eroso, che doveva avere l’andamento del perimetro della fortificazione.

 

Foto Francesca Pontani

 

Nel prossimo articolo, il 5 marzo, andremo a Viterbo.

 

*Francesca Pontani – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guida i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

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