Sulla questione del nuovo centro di accoglienza (CAS) previsto a Vignanello, in località Centignano, riteniamo che occorra fermarsi e riflettere. Come consiglieri e come corpi intermedi della politica, sentiamo la responsabilità delle nostre comunità. Non possiamo, e non vogliamo, girarci dall’altra parte.
Soprattutto di fronte a un fatto politico e amministrativo inequivocabile: Vignanello è un Comune già aderente al sistema SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione).
La Direttiva del Ministero dell’Interno e l’accordo quadro con l’ANCI parlano chiaro. I Comuni che aderiscono alla rete SAI godono della cosiddetta “Clausola di Salvaguardia”.
Il limite massimo previsto dall’ANCI e il Ministero dell’Interno è di 2,5 posti ogni 1.000 abitanti. Vignanello sta già facendo la sua parte nel rispetto delle regole. Calare dall’alto altre 80 persone in un’unica struttura non è solo un errore logistico, è una forzatura inaccettabile. La giurisprudenza amministrativa e le linee guida del Viminale confermano tutt’oggi che i grandi concentramenti vanno evitati. Creare mega-centri isolati non aiuta l’integrazione, ma genera solo ghettizzazione.
La località di Centignano non è adatta a questo scopo. La struttura si affaccia su una strada provinciale ad alto scorrimento. L’assenza di percorsi pedonali sicuri per decine di persone in movimento rappresenta un grave pericolo per l’incolumità degli automobilisti e degli ospiti stessi. Inoltre, un afflusso così massiccio rischia di compromettere il delicato equilibrio dell’ordine pubblico locale.
Centignano è un insediamento produttivo e commerciale. È un’area vitale per l’economia locale, dove operano bar, supermercati e aziende. Inserire un dormitorio di tali dimensioni in una Zona PIP (Piano Insediamenti Produttivi) o adiacente ad essa rischia di ledere gravemente le attività economiche esistenti, alterando la naturale vocazione dell’area.
Condividiamo e supportiamo le azioni che i cittadini hanno spontaneamente messo in atto in questi giorni, unendosi nel “Comitato civico spontaneo – Insieme per il Territorio”. È il segnale di una comunità viva che chiede ascolto.
Chiediamo alle istituzioni di fermarsi a riflettere. Serve con urgenza un tavolo di confronto che coinvolga l’amministrazione comunale di Vignanello, la Prefettura e i sindaci dei comuni limitrofi, inevitabilmente toccati dalle ricadute di questa scelta.
L’accoglienza è sostenibile solo se diffusa, equilibrata e condivisa. Trasformare le nostre aree produttive in ghetti improvvisati non è la soluzione adeguata, né per i cittadini, né per chi viene accolto.






















