Caro Prof. D’Eufemia…..

Di Roberta Aniello

 

                                                                             Viterbo, 14 marzo 2026

Caro Prof. D’Eufemia,

nel rivolgermi a Lei torno ad essere la studentessa di quasi cinquant’anni fa. Mi rivedo nella nostra aula della IB, una sorta di Olimpo per tutti noi studenti timorosi ed emozionati, dopo aver superato il Ginnasio, in cui il Preside Raimondo Pesaresi ci appellava ancora bambini.

Ricordo la difficoltà delle sue versioni di Greco che tentavamo di interpretare con improbabili e fantasiose traduzioni, ricordo che, quando le manifestavamo le nostre difficoltà, Lei con pazienza e scrupolo, leggeva alcuni passi testuali, assolutamente incomprensibili per la maggior parte della classe che, invece, grazie al suo tono di voce espressivo, improvvisamente riprendevano un senso.

Quando mio padre, piuttosto preoccupato per le mie insufficienze in Greco scritto, venne a parlarle al ricevimento docenti, Lei lo rassicurò sorpreso dicendo:<<La ragazza è brava, all’orale ha preso 7 e mezzo!>>. Ricordo che anche in Latino la nostra incomparabile prof.ssa Maria Teresa Ubertini, quando aveva qualche dubbio di interpretazione, per il rapporto di vicinanza e di stima che vi legava, ci annunciava:<<Ne parlerò con Mauro!>>. Per noi eravate docenti inarrivabili e sentire l’ammirazione e la dolcezza nelle parole della nostra docente ci stupiva e commuoveva.

Ricordo la sua signorilità, la sua educazione, il garbo con cui ci dava del Lei e soprattutto la stima e l’interesse che provava per ciascuno di noi. Ci trattava alla pari e per ognuno provava un interesse vero, sincero. Con Lei potevamo parlare di tutto, dall’Arte, alla Filosofia, dalla Letteratura, all’Attualità e, devo dire, spesso, per sfuggire a qualche interrogazione, La stimolavamo a parlare sugli argomenti più disparati. Per la sua immensa preparazione poteva ambire ad una cattedra universitaria, tuttavia ritengo che il calarsi nella realtà liceale di noi adolescenti non fosse per Lei un sacrificio, proprio per la simpatia umana che nutriva per ogni studente.

Sapendo dei miei studi musicali, talvolta mi chiedeva approfondimenti sul ruolo della Musica nella tragedia greca, oppure mi esprimeva la sua preferenza per Beethoven, o mi invitava a confrontarci sulla concezione di Nietzsche. E quando riuscivo ad esternare qualche mio pensiero, Lei arrossendo rispondeva:<<Interessante, interessante!>>. La rivedo in cattedra o quando passeggiava tra i nostri banchi con il suo completo grigio, o nei corridoi mentre teneva sottobraccio libri e giornali che, a ricreazione, ci mostrava, evidenziando alcune frasi scrupolosamente da Lei sottolineate. Se nel pomeriggio capitavamo in Biblioteca, eravamo sicuri di trovarla sempre disponibile ad ascoltarci. La sua cultura profonda, incommensurabile, mai esibita, ci sovrastava, ma Lei era sempre pronto con umiltà ad apprendere dall’altro, addirittura da noi studenti! La sua curiosità per ogni campo dello scibile animava il suo sguardo intelligente. Ecco proprio la sua umiltà, il suo candore e il suo entusiasmo sono stati il vero insegnamento per noi. Alla vigilia della nostra Maturità La invitammo al pranzo dei cento giorni preferendo il Lago di Bolsena che ricordava il mare poiché, ci confessò, di non averlo mai visto.

Ricordo anche la sua passione per i dolci, probabilmente rari nella sua alimentazione, per l’educazione rigida ricevuta: subito sorrideva e manifestava un infantile buonumore.

Ricordo quando alla Maturità scelsi il tema di Storia dell’Arte incentrato sul rapporto tra Bernini e Borromini, Lei, che attendeva la fine della prova nel cortile del Liceo, disse ai miei genitori trepidanti:<<Ottima scelta!>> rassicurandoli.

Caro Professore oggi è giusto ringraziare, il suo esempio umano e professionale e quello della Professoressa Ubertini hanno inciso nel mio carattere e nella mia vita. La passione per la cultura, l’approccio allo studio, il rigore del metodo hanno ispirato il mio cammino e il mio impegno successivo nella Scuola.

Grazie per quello che ha rappresentato nella mia formazione e rappresenta nella mia vita.

 

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