CANAPA SATIVA: L’idea fantastica della green economy

La canapa fornisce da millenni un’ottima fibra tessile è stata coltivata in epoche storiche antiche in Asia e il Medio Oriente. La coltura della canapa per usi tessili ha una antica tradizione in Italia, veniva usata fin dall’antichità per tessuti resistenti e cordame. Molto legata all’espandersi delle Repubbliche marinare, che l’utilizzavano grandemente per corde e vele delle proprie flotte di guerra. La tradizione di utilizzarla per telerie ad uso domestico è molto antica, le tovaglie di canapa in Romagna decorate con stampi di rame nei due classici colori ruggine e verde sono oggetti di artigianato che continuano a essere prodotti ancora oggi. Ebbene sì, il nostro artigianato la riscopre e ne fa un simbolo della green economy, mettendola in luce in un convegno ben strutturato nella Sala Conferenze della Camera di Commercio di Viterbo venerdì 13 marzo il tema: Memoria, Conoscenza e Opportunità della Canapa Sativa. Un dibattito, con dati, indicazioni di legge, gli interventi degli esperti e le risposte alle principali domande .Interventi di Francesco Monzillo, segretario generale dell’Ente camerale, che ha sottolineato il valore e le opportunità della fibra nel nostro territorio, mentre Marco Mai di Assocanapa Lazio ha raffigurato a cospetto di una regione il Lazio il progetto Canapa-Cerveteri. E’ stata poi la volta della testimonianza di una imprenditrice, Rachele Invernizzi, che ha presentato la filiera della canapa nel sud Italia e l’impianto di prima trasformazione. Una vice presidente Melaragni attenta al su come sviluppare performance ed efficienza e una Serenella Papalini presidente del Comitato per la Promozione dell’Imprenditoria femminile moderatrice del convegno. Le conclusioni a opera di Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial –Regione Lazio, che ha decodificato il prodotto come opportunità per l’imprenditoria che si presta a vari usi e lo si è potuto percepire degustando i prodotti enogastronomici preparati con canapa sativa. La prospettiva salda rimane l’uso della canapa nel contesto della Green Economy sulla quale la Tuscia vuol puntare. Oggi un comparto potenzialmente miliardario può contare su poche macchine per la trasformazione della pianta. L’Italia, infatti, ha dismesso verso gli anni Sessanta tutta la filiera produttiva, a differenza di Francia, Cina e Russia, che oggi dominano il mercato mondiale (proprio la Francia nel 2013 svetta nella classifica dei produttori, battendo gli orientali). L’idea di start-up sulla produzione di canapa nell’economia verde è una buona notizia. il nostro territorio ne può ritrovare un nuovo vigore economico, industriale e tecnologico.

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