Basta. Nessuna fragilità può diventare occasione di paura, violenza o umiliazione

Tutte le associazioni aderenti al Tavolo Disabilità della Consulta del Volontariato di Viterbo esprimono profonda vicinanza al ragazzo rimasto ustionato sul treno Viterbo-Roma e alla sua famiglia.
All’iniziativa aderiscono anche ANGSA Lazio, Fondazione Oltre Noi ETS e la Consulta del Volontariato di Viterbo.
Secondo quanto riportato dagli organi di informazione, si tratta di un ragazzo con autismo. Lo diciamo con rispetto e senza voler ridurre una persona alla propria diagnosi, ma perché questo elemento rende ancora più evidente la delicatezza della vicenda e il rischio che un episodio simile produca ferite non solo fisiche, ma anche profonde conseguenze emotive, relazionali e familiari.
Siamo consapevoli che la vicenda riguarda minorenni e che saranno le autorità competenti ad accertare con precisione fatti, responsabilità e qualificazione giuridica dell’accaduto.
Ma una cosa va detta con assoluta chiarezza: basta.
Basta con la leggerezza con cui troppo spesso vengono raccontati episodi gravissimi come
“ragazzate”, “scherzi”, “giochi finiti male”. Quando un ragazzo viene ferito, quando prende fuoco su un treno, quando una famiglia vede in pochi istanti riemergere paure che ogni giorno prova a superare, non siamo davanti a una cosa piccola.
Siamo davanti a un fatto che interroga tutti: famiglie, scuola, istituzioni, trasporto pubblico,
comunità educante, mondo associativo.
Per una persona con disabilità, con autismo o con qualunque fragilità, salire su un treno, andare a scuola, spostarsi nel territorio, vivere momenti con i coetanei non è mai soltanto un gesto ordinario.
È spesso il frutto di un percorso lungo, paziente, faticoso. È autonomia costruita passo dopo passo.
È fiducia conquistata giorno dopo giorno.
Dietro ogni uscita autonoma ci sono famiglie che imparano a lasciare spazio pur avendo paura. Ci sono ragazzi e ragazze che provano a muoversi nel mondo. Ci sono educatori, insegnanti, terapisti, operatori e volontari che lavorano perché la vita non sia chiusa dentro una protezione permanente.
Ogni tragitto casa-scuola, ogni viaggio, ogni esperienza tra pari può rappresentare una piccola conquista. Dietro quella conquista ci sono anni di accompagnamento, tentativi, cadute, incoraggiamenti, paure vinte. C’è il desiderio legittimo di vivere una vita piena, non separata, non nascosta, non confinata.
Un episodio come quello accaduto sul treno rischia di vanificare in un istante anni di lavoro. Rischia di dire a quel ragazzo e alla sua famiglia: “Il mondo fuori non è sicuro per te”. Rischia di rafforzare isolamento, rinuncia, sfiducia, chiusura. E questo non possiamo accettarlo.

Chiediamo quindi chiarezza piena e trasparenza sull’accaduto, nel rispetto della riservatezza dovuta ai minori coinvolti. Chiediamo che non vi siano letture frettolose o rassicuranti. Chiediamo che venga accertato se vi siano stati comportamenti intenzionali, dinamiche di sopraffazione, vulnerabilità ignorate, omissioni o responsabilità educative.
Comprendiamo la durezza e il dolore delle parole del padre quando richiama l’ipotesi di un fatto gravissimo. Non spetta a noi attribuire qualificazioni penali, ma riteniamo che quella preoccupazione non possa essere liquidata come esagerata o fantasiosa. Quando si utilizza una sostanza infiammabile e una fiamma contro una persona, il confine tra “scherzo” e tragedia può essere questione di pochi secondi.
Come associazioni che ogni giorno incontrano persone con disabilità, famiglie e situazioni di fragilità, sappiamo quanto sia delicato il percorso verso l’autonomia. Sappiamo quanto coraggio serva per affrontare il mondo, prendere un mezzo pubblico, frequentare la scuola, costruire relazioni con i pari, vivere una quotidianità il più possibile libera.
Proprio per questo diciamo che la sicurezza, il rispetto e la dignità delle persone più fragili non possono dipendere dalla fortuna, dalla presenza casuale di un adulto responsabile o dall’intervento provvidenziale di un agente fuori servizio. Devono essere garantite da una comunità consapevole, da istituzioni attente, da ambienti educativi capaci di prevenire e riconoscere il rischio.
Esprimiamo gratitudine a chi è intervenuto tempestivamente per soccorrere il ragazzo ed evitare conseguenze peggiori.
Alle istituzioni chiediamo un segnale chiaro. Non una risposta emotiva e passeggera, ma
un’assunzione di responsabilità: verificare quanto accaduto, sostenere la famiglia, rafforzare i percorsi di educazione al rispetto, alla disabilità, alla fragilità e alla responsabilità personale.
Alla comunità chiediamo di non voltarsi dall’altra parte.
Perché l’inclusione non si misura nei convegni, nelle parole o nelle celebrazioni. Si misura nella possibilità reale, per ogni persona con disabilità o fragilità, di salire su un treno, andare a scuola, tornare a casa, vivere tra gli altri senza paura.
Oggi siamo vicini a lui e alla sua famiglia.
E diciamo insieme: basta.
Basta violenza.
Basta minimizzazioni.
Basta solitudine delle famiglie.
Basta considerare l’autonomia delle persone con disabilità e fragilità un rischio privato invece che una responsabilità collettiva.
Le persone con disabilità, con autismo e con ogni forma di fragilità hanno diritto a vivere il mondo.
E il mondo ha il dovere di essere un luogo sicuro anche per loro.

Sottoscrivono il comunicato
Le associazioni del Tavolo Disabilità della provincia di Viterbo:
• Associazione Parkinson Viterbo APS
• AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Sezione di Viterbo
• APS AUSER Tuscia Autismo
• ASD ViterSport ODV
• Campo delle Rose ODV
• Associazione Eta Beta di Viterbo ODV
• Associazione Solidarietà e Servizio ODV
• Associazione Amici di Franco Di Marco ODV
• Autismo ANGSA Viterbo APS
• ASD Sorrisi che Nuotano Eta Beta ODV
• Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS APS – Sezione di Viterbo
• Lo Zucchero Filato APS

Ed inoltre:
• Viterbo Con Amore odv
• Associazione Amici di Franco Di Marco odv
• Associazione Cuore di Mamma onlus aps
• Arlaf Giusi Speciale Associazione Romana E Laziale Per L’affidamento Familiare Viterbo ODV
• Asd Sorrisi Che Nuotano Eta Beta ODV
• Associazione Eta Beta Di Viterbo ODV
• Associazione Sportiva Dilettantistica Vitersport APS
• Associazione Del Lazio Sindrome X Fragile APS
• Aipd-Associazione Italiana Persone Down Sezione Di Viterbo APS
• Associazione Familiari E Sostenitori Sofferenti Psichici Della Tuscia APS
• Peter Boom Arci Gay
• Percorso – UDI Viterbo
• A.G.P.H. ODV – Associazione dei Genitori dei Portatori di Handicap
• Consulta Comunale del Volontariato di Viterbo

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