AlmaLaurea 2026: exploit dell’Università della Tuscia, lavori e stipendi sopra la media del Lazio

Il tasso di occupazione a un anno dal titolo per i laureati triennali è dell’83,3% alla Tuscia rispetto all’81,0% nel Lazio, con una retribuzione mensile netta di 1.551 € a Viterbo a fronte dei 1.495 € della media regionale. Specularmente, il tasso di disoccupazione si attesta all’8,4% alla Tuscia contro il 9,3% registrato nel Lazio. Questi alcuni dei dati emersi dal XXVIII Rapporto AlmaLaurea, indagine annuale che monitora l’inserimento lavorativo, nei primi cinque anni successivi al conseguimento del titolo, dei Laureati che hanno ottenuto il titolo negli Atenei aderenti ad AlmaLaurea, basati sull’analisi di 1.452 laureati della Tuscia e 42.407 della regione.

Secondo i dati l’ateneo viterbese supera sistematicamente le medie regionali in tutti i parametri espressi dai laureati del 2025. Il rapporto con il corpo docente è ritenuto soddisfacente dal 93,5% dei laureati della Tuscia, a fronte dell’86,8% della media del Lazio. L’esperienza universitaria nel suo complesso raccoglie il giudizio positivo del 92,2% degli studenti a Viterbo rispetto dell’88,9% della regione. Inoltre, l’89,9% si dichiara soddisfatto delle attività didattiche svolte (contro l’83,8% laziale) e l’87,8% considera il carico di studio adeguato alla durata del corso, superando l’82,5% della media regionale. Questa elevata qualità della vita studentesca si traduce in un forte senso di appartenenza: il 74,8% dei laureati della Tuscia sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, contro il 73,1% del dato complessivo del Lazio.

“Questi dati certificano lo straordinario valore del nostro modello formativo e la centralità che l’Ateneo riserva a ogni singolo studente – ha dichiarato la Rettrice dell’Università della Tuscia Tiziana Laureti – il fatto che i nostri laureati triennali trovino lavoro più rapidamente e con retribuzioni superiori alla media regionale è il segno tangibile di un dialogo efficace con il territorio e il mondo produttivo. Siamo particolarmente orgogliosi del quasi 94% di soddisfazione nel rapporto con i docenti e dello straordinario primato sui tirocini curriculari. Questo dimostra che la Tuscia non è solo un luogo di alta formazione accademica, ma una vera e propria comunità in grado di accompagnare i giovani verso un futuro solido, concreto e internazionale. Al tempo stesso, l’indagine ci offre spunti preziosi e ci indica chiaramente dove possiamo e dobbiamo migliorare: la percezione sull’efficacia del titolo e il divario iniziale sulle magistrali rispetto al polo romano sono sfide complesse, ma rappresentano per noi la base da cui partire per calibrare i nostri futuri interventi e potenziare i servizi di inserimento professionale”.

La capacità dell’Università della Tuscia di garantire un inserimento lavorativo così rapido e remunerativo per i propri triennali trova una spiegazione anche nella forte impronta pratica dei percorsi formativi. Il 61,9% dei laureati viterbesi ha infatti svolto tirocini curriculari riconosciuti dal proprio corso di studi, superando di oltre tredici punti percentuali la media regionale del Lazio, che si ferma al 48,5%. I dati del, mostrano inoltre un’ottima regolarità negli studi, con il 60,7% di studenti della Tuscia che termina l’università in corso (60,4% nel Lazio) e un voto medio di laurea pari a 105,0 su 110, superiore al 104,1 della media laziale. Sul fronte dell’internazionalizzazione, l’ateneo dimostra una spiccata attrattività nei corsi magistrali biennali, dove i laureati di cittadinanza estera toccano il 17,5% rispetto al 14,0% regionale.

Per quanto riguarda i laureati di secondo livello (magistrali), se a dodici mesi dal titolo il mercato della città metropolitana garantisce al Lazio un inserimento leggermente più rapido (tasso di occupazione al 79,7% contro il 74,1% della Tuscia), sulla distanza di cinque anni il divario si azzera quasi del tutto. Il tasso di occupazione a lungo termine per i magistrali della Tuscia sale infatti al 92,1% (rispetto al 94,2% laziale), con retribuzioni medie nette che raggiungono i 1.709 € mensili a Viterbo, a fronte dei 1.881 € della media regionale. Particolarmente positivo il risultato del gruppo agrario-forestale e veterinario, che registra il miglior tasso di occupazione a tre anni dal titolo, pari al 92,6%, superiore alla media regionale del Lazio, ferma all’89,7%.

Infine dall’indagine emerge che l ‘Università della Tuscia si conferma un importante motore di mobilità sociale: il 70,9% dei laureati è di prima generazione proviene da famiglie senza genitori laureati, una quota superiore alla media nazionale (67,8%). Inoltre, il 23,9% dei laureati ha genitori con al massimo una qualifica professionale o nessun titolo di studio. Nonostante queste differenze di background, i risultati accademici restano sostanzialmente allineati: il voto medio di laurea è pari a 104,1/110 tra i laureati di prima generazione e a 104,3/110 tra i figli di laureati, a conferma della capacità dell’Ateneo di garantire pari opportunità di successo formativo.

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI