Agevolazioni fiscali per le librerie, sostegno forte a quelle più piccole

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che prevede un credito di imposta su Imu Tasi Tari e su ‘eventuale affitto’ per le librerie, fino a 20mila euro per le librerie indipendenti. La prima reazione è stata di soddisfazione. Sicuramente è un fatto positivo. Ma solo se lo si considera come un punto di partenza. Certo bisogna aspettare di vedere come poi realmente si attuerà e in caso per quanti esercizi.

Ma ‘risarcire’ le librerie con un contributo, che poi comunque graverà su tutti i contribuenti, non risolve i problemi che quotidianamente i librai, e non solo loro, devono affrontare per cercare semplicemente di continuare ad esistere.

Quello di cui si ha davvero bisogno è una legge sul libro che regolamenti il sistema degli sconti e impedisca gli sconti da concorrenza sleale che vengono applicati nelle vendite on line. Una vera legge sui libri non può prevedere sconti più alti del 5% oppure la spedizione gratuita nelle vendite on line.

Questo attuale sistema che accentra ricchezza e che ha fatto e fa morire migliaia di piccole realtà economiche che si sono costruite con capitale autonomo e anni e anni di sacrifici, non fa bene a nessuno. Non fa bene alle imprese che falliscono e fallendo loro si perdono migliaia di posti di lavoro sia di dipendenti che purtroppo vengono licenziati sia degli stessi imprenditori che perdono il loro lavoro oltre ai soldi investiti. Hanno fatto i nostri governanti il conto di quanti posti di lavoro sono andati persi e di quanti invece ne sono stati creati dalle varie piattaforme di vendite on line? E qual’è poi la qualità dei posti di lavoro presso aziende di questo tipo, tra l’altro per molti versi ancora senza regole e controllo?

Non fa bene allo Stato italiano perchè questo sistema distrugge le economie nazionali e lo Stato italiano si regge sugli introiti di milioni di piccole imprese contribuenti e se noi moriremo tutti chi finanzierà ancora lo Stato italiano? Forse i grossi portali di vendite on line?

Non fa bene al popolo, alla gente comune che perderà i suoi negozi di vicinato, i luoghi direi ‘del cuore’, per ritrovarsi a ordinare anche la pizza su internet.

La libreria poi è un presidio culturale, è il luogo dove chiunque, da zero a 99 anni, può girare e incontrare quegli strani oggetti che sono i libri, veicolo ideale attraverso cui la complessa fenomelogia del vivere umano che è la “cultura” si esprime e si pensa, toccarli, sfogliarli (e già così ha acquisito conoscenze) e magari decidere di acquistarli…

Non fa bene nemmeno agli editori, che si troveranno a vendere sui portali di vendite on line con contratti in cui il coltello dalla parte del manico ce l’avranno loro.
E quindi insieme a Cristina Giussani, presidente del Sil, ci auguriamo che questo emendamento sia solo il punto di partenza e di non abbassare la guardia mai.

Maria Teresa Altieri
Coordinatore provinciale Sil Confesercenti Viterbo

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