Rimesso in vendita il castello di Torre Alfina è nei portali delle più prestigiose agenzie immobiliari

Si tratta di un’imponente fortezza  le cui origini risalgono al secolo  VII° che è ritornata sul mercato da alcune settimane l’annuncio è pubblicizzato da agenzie del calibro di Sotheby’s International Realty, Lionard Luxury real estate, Alba luxury, con una trattativa riservatissima. La offerta immobiliare intercettata è dell’ Agenzia internazionale ENGEL & VOLKERS  ed esposta nelle vetrina della sede di Viterbo nella centralissima via Marconi,16. Il Castello di Torre Alfina, è diventato una delle proprietà storiche più esclusive d’Europa. Chi la acquista non acquisterà solo una proprietà, ma secoli di potere, arte e storia trasformati in patrimonio privato. Il maniero si compone di 35 camere, 15 bagni in una superficie di 5 mila mq. Interni e 1.00 esterni. Una proposta immobiliare irripetibile per consistenza volumetrica, prestigio storico e potenziale di posizionamento sul mercato globale del lusso. Ma perché non lo acquista il Minisitero della Cultura o la Regione Lazio per farne un centro studi, una dimora gentilizia. Il Castello simbolizza un concetto di magnificenza e valore artistico di straordinario valore. Appartenuto al ramo della Cervara della famiglia Monaldeschi, è stato profondamente trasformato in epoca rinascimentale. Nel 1880 fu acquistato dal conte Edoardo Cahen d’Anvers, che incaricò l’architetto Giuseppe Partini e i giardinieri Henri e Achille Duchêne di rielaborare il Castello in uno stile medievale rinnovato, arricchendolo con preziosi giardini che si sviluppano per mille metri quadrati mentre l’edificio ha cinque piani e cinquemila metri quadri di interni arricchiti da mobili di grande valore, opere d’arte ed affreschi.

Negli anni recenti fu acquistato da Paolo Bartolomeo Buongiorno, presidente del gruppo Marifin che si aggiudicò l’asta indetta dal tribunale di Perugia nel contesto del fallimento dell’ex patron del Perugia, Luciano Gaucci, che ne era stato il precedente proprietario. Il tribunale aveva in origine fissato il prezzo in oltre dieci milioni di euro, ma i successivi ribassi avevano fatto si che il manager Buongiorno potesse aggiudicarselo ad una somma si dice molto inferiore.

Adesso è partito il nuovo tentativo di vendita per un valore che non viene specificato nei portali delle più prestigiose agenzie immobiliari a cui è stato affidato.

Le trattative sono riservate, ma ci sarebbero già potenziali acquirenti stranieri che si sono fatti avanti.

Per saperne di più:

engelvoelkers.com

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI