La crescita dei livelli di fatturato e degli investimenti; la conferma della dinamica positiva dell’export e dell’occupazione, malgrado le persistenti criticità nel reperimento di risorse umane specializzate.
Improntate alla cautela le aspettative per il 2026, mentre cresce l’interesse per l’Intelligenza Artificiale.
Nonostante l’incertezza generale e le criticità derivanti dai conflitti internazionali,
per le Piccole e Medie Imprese della provincia di Viterbo, il 2025 si è chiuso in termini complessivamente positivi e addirittura migliori rispetto alle previsioni.
Ad evidenziarlo sono i risultati dell’indagine della Federlazio su “Le PMI DEL LAZIO TRA DIFESA ATTIVTA E VITALITA REATTIVA”, condotta su un campione di 500 aziende, di cui 50 della Tuscia, e integrata da un monitoraggio sull’impatto dell’escalation del conflitto in Medio Oriente e sugli effetti delle tensioni geopolitiche sulle attività e le prospettive delle aziende, con particolare attenzione ai mercati energetici e l’instabilità delle rotte commerciali.
FATTURATO
La percentuale di piccole e medie imprese della Tuscia che nel 2025 hanno visto crescere il fatturato è stata del 60,7%, rispetto al 40,9 registrato a livello regionale.
E’del 17,9% il novero di aziende del campione che segnala una stabilità dei livelli di fatturazione, a fronte del 29,5% rilevato nel Lazio.
Mentre il 21,4% di operatori viterbesi intervistati ha registrato una contrazione, rispetto al dato regionale del 29,4%.
OCCUPAZIONE
Altro tema affrontato dall’indagine della Federlazio sull’andamento delle piccole e medie imprese nel 2025 è stato quello dell’occupazione, anche con riferimento al alle difficoltà di reperimento di nuova forza lavoro, soprattutto specializzata.
Trend occupazionale positivo, con il 42,9% di aziende che dichiara di aver aumentato il personale ed un 39,3% di intervistati che evidenziano una stabilità degli organici.
Nel 17,9% dei casi si è assistito ad un ridimensionamento del numero di occupati.
Attraverso il questionario proposto al campione di imprese si è voluto, inoltre, sondare se e in quale misura nelle piccole e medie imprese locali risultassero ostacoli nel reperire nuova manodopera, come riscontrato a livello regionale e nazionale.
I dati sono inequivocabili, ed indicano la sempre più preoccupante ampiezza e diffusione del fenomeno anche nella provincia di Viterbo: il 56% di intervistati ha incontrato difficoltà nel reclutamento di personale. Un fenomeno in decisa crescita, visto che nel 2024 la percentuale era stata del 31%.
INVESTIMENTI
Nel corso del 2025 è cresciuta la propensione delle PMI della Tuscia ad investire:
il 75% rispetto al 73,5% del 2024 ed al 71,4% del 2023.
Gli interventi più diffusi hanno riguardato la formazione (43%); seguono quelli per la “digitalizzazione” dei processi produttivi (15,8%) e per la “cybersecurity” (15,2%).
Da sottolineare come l’incremento degli investimenti in formazione professionale rappresenti un’azione necessaria, per far fronte alle difficoltà di reperimento di manodopera specializzata, evidenziata dai dati precedentemente illustrati.
CONSEGUENZE DELLA GUERRA IN IRAN SULLE ATTIVITA’AZIENDALI
Per definire un quadro più approfondito sulla situazione delle piccole e medie imprese del territorio, l’indagine ha inteso mettere in luce, nel trimestre marzo-maggio 2026, anche gli effetti negativi diretti del conflitto in IRAN sulle attività aziendali, con gli incontrollabili incrementi dei costi energetici e, l’instabilità delle rotte commerciali e il caro carburanti.
Il grafico mette evidenzia come per il 35% delle PMI della provincia di Viterbo, “ci saranno contraccolpi notevoli di medio periodo e dovremo adeguarci a un equilibrio precario.
Maggior pessimismo per l’8% degli intervistati, che teme “forti contraccolpi che posso mettere a rischio l’intera attività aziendale”.
Cauto ottimismo è espresso dal 15% del campione, per il quale “Ci saranno effetti negativi ma riusciremo a mantenerci in equilibrio.
E del 19% la quota di piccole e medie imprese secondo cui “non registriamo difficoltà particolarmente gravi a condizione che la situazione si normalizzi nel giro di poche settimane”.
Ammontano, infine, al 23% le aziende per le quali le attività “solo marginalmente subiranno impatti significativi”.
PREVISIONI E PROSPETTIVE
L’indagine della Federlazio ha rilevato anche i giudizi dei piccoli e medi imprenditori sulle previsioni e prospettive per il 2026.
Le opinioni espresse sono risultate improntate ad una diffusa cautela circa l’andamento economico dei prossimi dodici mesi
PREVISIONI FATTURATO
La percentuale di imprese che prevede un aumento di fatturato nel periodo gennaio-dicembre di quest’anno è pari al 33,3%, accanto ad 38,1% che prevede una stabilità dei livelli ed a fronte di un 28,6% di intervistati con previsioni di perdite, comunque contenute al di sotto del 30%.
PREVISIONI INVESTIMENTI
E’stato chiesto alle imprese del campione di esprimere previsioni anche sugli investimenti da effettuare nel corso del 2026.
Positive ma caute le intenzioni da parte delle PMI della provincia di Viterbo.
Accanto ad un 22,25 di aziende che ha già programmato investimenti per l’anno in corso, il 44,4% esprime l’intenzione di farne, ma previa verifica dell’andamento aziendale.
Vi è poi un altro 18,5% che potrebbe valutare la possibilità di investire solo se si presentano opportunità interessanti.
Il restante 14,8% degli intervistati non prevede di fare investimenti
PREVISIONI OCCUPAZIONE
All’interno di questo quadro previsionale le stime delle imprese per quanto riguarda l’andamento dell’organico aziendale nel prossimo semestre e le ipotesi di nuove assunzioni risultano moderatamente positive ed improntate ad una prevalente stabilità.
Per il 17,4% delle imprese nel periodo gennaio-dicembre 2026 si registrerà un leggero aumento.
Solo il 4,3% degli interpellati prevede significative riduzioni di personale; per l’8,7% saranno leggere flessioni, mentre risultano prevalenti le uscite di lavoratori compensate da nuovi ingressi (65,2%).
«I risultati dell’indagine congiunturale sullo stato di salute delle PMI della nostra provincia nel 2025 – afferma il Presidente della Federlazio di Viterbo, Tiziana Governatori – ci consegnano l’immagine nitida di un tessuto imprenditoriale che resta vitale, malgrado l’incertezza geopolitica, i notevoli impatti dei costi energetici, le persistenti tensioni inflazionistiche e le difficoltà nel reperire nuovo personale, elemento fondamentale per garantire il futuro delle imprese.
L’impegno profuso dalle nostre piccole e medie imprese ha contribuito a conseguire due risultati immediati e concretamente misurabili: il forte incremento della percentuale di aziende che hanno registrato un aumento del proprio fatturato, pari al 60,7%, e di quelle che hanno investito nel corso del 2025, che raggiungono il 75%, ovvero tre imprese su quattro.
A fine 2025 i risultati ottenuti sono stati migliori rispetto alle previsioni e sono il frutto dello sforzo di rinnovamento e degli investimenti messi in campo dalle aziende per rispondere alle diverse emergenze, attraverso l’adozione sempre più diffusa di innovazioni tecnologiche e applicazioni digitali, che hanno determinato un significativo salto di qualità nei processi produttivi e organizzativi.
Emerge inoltre un interesse sempre più marcato verso le opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale. Quasi la metà delle nostre piccole e medie imprese esprime un giudizio favorevole e oltre un terzo ha già pianificato o sta realizzando investimenti in questo ambito.
Questa propensione all’innovazione, tuttavia, è frenata da due criticità ormai strutturali: la cronica difficoltà di reperire manodopera qualificata, evidenziata da oltre la metà degli imprenditori, soprattutto per le figure specializzate, e un sistema del credito che, pur registrando un incremento dei finanziamenti, continua a privilegiare prevalentemente le imprese di maggiori dimensioni.
È quindi indispensabile che le istituzioni passino da interventi una tantum a strumenti strutturali capaci di sterilizzare la volatilità dei prezzi energetici. Senza un’azione coordinata per salvaguardare il patrimonio di competenze, tecnologie e capacità produttive delle nostre imprese, il rischio di un progressivo indebolimento dell’economia provinciale, con inevitabili ripercussioni sull’occupazione, diventa concreto.
Accanto alle misure di carattere nazionale, sarà però altrettanto determinante sciogliere alcuni nodi strategici che incidono direttamente sulla competitività del territorio. La soluzione di criticità storiche consentirà alle PMI della Tuscia di reagire ancora meglio ai fattori esterni che oggi ne condizionano la crescita.
In questo senso guardiamo con favore al percorso avviato dalla Regione Lazio sulla Zona Logistica Semplificata. L’insediamento del Comitato di Indirizzo e l’avvio della fase operativa rappresentano un passaggio importante che conferma come la Regione si stia muovendo nella giusta direzione. Allo stesso tempo riteniamo fondamentale proseguire nel confronto sulla riperimetrazione della ZLS affinché questo strumento possa valorizzare pienamente il potenziale produttivo e logistico della provincia di Viterbo, favorendo nuovi investimenti e maggiori opportunità di sviluppo.
Al tempo stesso non possiamo dimenticare il tema delle infrastrutture, che continua a rappresentare uno dei principali fattori di svantaggio competitivo della Tuscia. L’accelerazione impressa al completamento della Trasversale Orte-Civitavecchia grazie all’attività del Commissario straordinario rappresenta un segnale importante e concreto. Portare rapidamente a termine quest’opera strategica significa collegare in maniera più efficiente il sistema produttivo della Tuscia ai principali corridoi logistici nazionali e internazionali, contribuendo finalmente a superare quella condizione di isolamento che da troppo tempo limita le opportunità di crescita di imprese e cittadini.
La Tuscia merita infrastrutture adeguate alle proprie potenzialità economiche. In questa direzione rappresentano un segnale importante le recenti dichiarazioni del Presidente di Ferrovie dello Stato Italiane, Tommaso Tanzilli, che ha preannunciato lo studio per l’attivazione di due nuovi servizi di Alta Velocità nella stazione di Orte. Si tratta di una prospettiva che va sostenuta con convinzione, perché il rafforzamento del ruolo di Orte nella rete AV migliorerebbe sensibilmente l’accessibilità del territorio, favorirebbe gli spostamenti di imprenditori e lavoratori, renderebbe l’area più attrattiva per nuovi investimenti e contribuirebbe concretamente a ridurre quel divario infrastrutturale che ancora oggi penalizza la nostra provincia.
Sono queste le condizioni che, insieme al sostegno agli investimenti, alla stabilizzazione dei costi energetici, a politiche più efficaci per la formazione e il reperimento delle competenze e a una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, associazioni di rappresentanza e sistema imprenditoriale, possono consentire alle piccole e medie imprese della Tuscia di continuare a crescere, innovare e creare occupazione di qualità. Le nostre imprese hanno dimostrato di saper affrontare le difficoltà e di avere la capacità di investire e guardare al futuro: ora è il territorio che deve essere messo nelle condizioni di esprimere appieno il proprio potenziale.»
Viterbo, 23 luglio 2026
























