Il legame tra il celebre compositore Gian Carlo Menotti, la città di Viterbo e la nascita del Festival dei Due Mondi è una storia affascinante e poco nota di ciò che avrebbe potuto essere. Molti associano il Festival unicamente a Spoleto, ma la scelta della cittadina umbra arrivò solo dopo una serie di precise perlustrazioni e rifiuti che coinvolsero in prima linea proprio il capoluogo della Tuscia.
A metà degli anni Cinquanta, Gian Carlo Menotti, compositore ormai celeberrimo negli Stati Uniti e vincitore di due Premi Pulitzer, decise di dare vita a un grande festival internazionale che fungesse da ponte culturale tra l’Europa e l’America, i “Due Mondi”, appunto.
Menotti non cercava una metropoli come Roma, Firenze o Venezia, ma una cittadina di provincia a misura d’uomo, ricca di storia, di architetture suggestive e di spazi che potessero trasformarsi in veri e propri teatri all’aperto.
L’esposizione, dedicata a Luchino Visconti (Milano, 2 novembre 1906 – Roma, 17 marzo 1976), presenta alcuni scatti fotografici e materiale originale dell’epoca, realizzati durante le prove de La Traviata, da lui diretta al Festival dei Due Mondi nel 1963. Visconti aveva già inaugurato il Festival nel 1958 con il Macbeth verdiano.
Negli scatti, probabilmente realizzati dal basso durante le prove pomeridiane, compare il cast artistico composto da Franca Fabbri, Franco Bonisolli e Mario Basiola, insieme al direttore d’orchestra Carlo Felice Cillario, ai comprimari e alle comparse. Si tratta di fotografie prive di una ricerca formale dell’inquadratura: la pausa caffè di Visconti, le sue indicazioni agli interpreti, i gesti e le mani del direttore Cillario. Momenti suggestivi e autentici di un’epoca in cui i rullini contenevano soltanto 36 pose e ogni scatto doveva essere pensato con attenzione e misura.
In mostra è inoltre possibile osservare, in formato ingrandito, il metodo con cui Francesco Carlo Crispolti archiviava il materiale fotografico.
In conclusione, un particolare ringraziamento va al Comune di Viterbo, alla Provincia, all’Assessore alla Capitale europea della cultura e Vice Sindaco Alfonso Antoniozzi, a tutto lo staff del Teatro dell’Unione, a Martin Giovanetti per la ricerca del materiale d’archivio, a Oberdan Mancini per la parte videografica, a Maurizio Duka Moroni per la colonna sonora e, infine, ma non per ultimi, ad Emanuela Sciattella, Antonio Obino e alla PantaCZ per la loro collaborazione e disponibilità.
“Queste fotografie mostrano Luchino Visconti al lavoro e, per un uomo di teatro, non esiste modo migliore di ricordarlo – sottolinea l’assessore e vice sindaco Alfonso Antoniozzi -. Sono particolarmente felice che Carlo Alvise Crispolti abbia voluto condividere con Viterbo gli straordinari scatti realizzati a Spoleto da suo padre, Francesco Carlo Crispolti, durante le prove della Traviata del 1963. È un gesto che restituisce al pubblico immagini che documentano un momento irripetibile e meraviglioso della storia culturale italiana e che ci offre una possibilità rara: vedere un grande artista mentre crea, ossia comprendere che il genio non si manifesta a caso: lavora”.
La mostra sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 (ultimo ingresso alle ore 12.30) e dalle 15 alle 19 (ultimo ingresso alle ore 18.30). Ingresso libero.
























