Tuscia Pride 2026. Un grande corteo colorato popolato di giovani uniti per fare fronte comune

Pride è cura, resistenza senza paura…” E’ il claim della manifestazione 2026, aperta da un corteo partecipato, che partito da via delle Fortezze ha sfilato dentro il centro storico di Viterbo, culminando a piazza Dante, dove la festa si protrarrà sino a sera.

“Insieme oggi uniti sfiliamo come simbolo della nostra città. Essere uniti non significa essere tutti uguali, ma fare fronte comune!”. Così Lorenzo Abate, presidente di Arcigay Viterbo.

“Viterbo siamo anche noi. Perché sindaca lei non è venuta ? Rappresenta tutti. E nel momento in cui la sindaca non ci rappresenta, noi ci rappresentiamo da soli”, ha dichiarato Mirko Giuggiolini rivolgendosi a tutti i presenti (Frontini è poi apparsa in modo informale lungo il Corso).

“Il Pride è uno spazio politico, umano sociale. Le nostre associazioni portano con se storie diverse” lo ha sottolineato Drag king Savage Dickson ospite ritornato anche per questa edizione. “Noi  siamo qui perchè sosteniamo i diritti”, ha ribadito la neo presidente di Arci Viterbo Sandra Gasbarri.

Al corteo hanno sfilato l’assessore Emanuele Aronne, la consigliera Alessandra Troncarelli, Emanuela Benedetti, Lina Della Monache, esponenti della società civile. Hanno dato la loro adesione parte dei sindaci della provincia. Il vicesindaco Antoniozzi, che aveva presieduto la conferenza di presentazione, assente giustificato.

Maria grazia Ghetta di Cgil nel suo intervento ha teso ha ribadire il significato di una presenza che non è un gesto simbolico. “Uguaglianza, dignità e libertà sono fondamenti della nostra democrazia. La curà è riconoscere che i diritti della comunità non sono di serie B…”.

Un levare voce questo sabato pomeriggio per essere ascoltati, all’interno di una festa in cui in molti hanno voluto esserci, un’occasione per affermare diritti spesso negati e per rendere visibile l’esistenza di identità spesso marginalizzate. Un atto pubblico di memoria e di speranza rivolto non solo alla comunità queer, ma all’intera società civile. (S.G.)

Potrebbe essere un'immagine raffigurante una o più persone e folla

Foto di Donatella Agostini

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