La parola d’ordine è “resilienza”. Da circa un anno e probabilmente per un tempo ancora relativamente lungo. Lo scorso mese di giugno un improvviso incendio mandò praticamente in fumo la facoltà di Agraria del Riello, oggi essa sta rinascendo sulle proprie gambe, grazie alla determinazione di diversi soggetti e ai contributi che altri hanno messo e stanno mettendo a disposizione dell’Università.
E’ il caso della Fondazione Carivit che finanzierà l’acquisto di nuove tecnologie scientifiche per il Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali con 150.000 euro, destinati più precisamente all’acquisto di strumentazioni di avanguardia per i laboratori.
Operazione resa possibile grazie allo stanziamento deliberato dal Cda, in base a un progetto elaborato dai consiglieri Bruno Cerica e Andrea Vergati.
“Un intervento – ha precisato in conferenza stampa il presidente della Fondazione, Luigi Pasqualetti – che non rappresenta soltanto un sussidio economico, ma un atto di responsabilità verso il territorio perché quando si danneggiano i luoghi della conoscenza, si colpisce il futuro di una comunità. Quello che diamo è un segnale importante anche perché supportato dalla Confagricoltura nazionale”.
Lo stesso numero uno di palazzo Brugiotti ha confermato due borse di studio da 40.000 euro per il progetto di un allevamento estensivo per bovini da carne e per la ricerca sulla patologia vegetale.
Fuori sacco, la Fondazione – ha pure annunciato Pasqualetti – sta pensando di trasferire le opere del compianto professor Alessio Paternesi, da palazzo Doebbing di Sutri, a palazzo Brugiotti o al sito della Fondazione a valle Faul.
“I 150.000 euro – ha sottolineato la Rettrice di Unitus, Tiziana Laureti – rappresentano un atto di fiducia nell’università e nella sua missione, a conferma del legame forte dell’ateneo e mio personale con la Fondazione. Un atto di sensibilità rispetto al sapere e alla formazione dei ragazzi”.
La conferenza per la rettrice è stata anche l’occasione per fare il punto sui tempi e i modi della “ricostruzione” della facoltà di Agraria: “Abbiamo realizzato la sovracopertura e recuperate in parte le attrezzature di laboratorio. I lavori proseguiranno a stralci. La riapertura? Ovviamente, le lezioni intanto vanno avanti in altri ambienti. Per i laboratori speriamo di riattivarli entro un anno, per l’edificio, di anni ne serviranno tre o quattro. E comunque non siamo in grado di essere più precisi anche per il mutamento dei costi causa ricadute di carattere internazionale. Abbiamo speranze, ma non certezze”. (L.C.)


























