A Fabrica di Roma grande partecipazione al concerto di beneficenza “C’era una volta una Principessa”, contro la violenza sulle donne

C'era una volta una Principessa

“C’era una volta una Principessa”… Così è stato chiamato l’evento – perché parlare di concerto sarebbe stato riduttivo – di sabato 9 maggio pomeriggio al PalArte di Fabrica di Roma, un vortice di emozioni che ha travolto anche gli organizzatori.

L’idea era semplice: sostenere la casa di accoglienza “C’era una nota” di Formello, ovvero una realtà grazie alla quale i bambini malati oncologici e le loro mamme in difficoltà possono trovare ospitalità e aiuto e il centro antiviolenza Echinos di Nepi che offre ogni genere di supporto alle donne vittime di violenza.

Cosa meglio della musica poteva funzionare da volano? E chi meglio dei ragazzi della band giovanile “C’era una nota” poteva salire sul palco del PalArte? L’idea ha iniziato a prendere forma e a fianco dei ragazzi sono state coinvolte altre due band: la LPA Evolution e la Sangue Blues. La musica e il ballo sono sempre andati di pari passo ed ecco che arriva a darci una mano un’altra stupenda realtà locale con le bambine e le ragazze della New Dreams di Alessandra Francola.

Il tema, come detto, era la violenza sulle donne ed è stata coinvolta la Questura di Viterbo per una testimonianza diretta di chi è in prima linea su questa guerra giornaliera.

Il progetto è stato subito accolto e sostenuto dal sindaco Claudio Ricci e dall’Amministrazione comunale. Importante la collaborazione delle associazioni AtutttondO e Futurae, sempre pronte a sostenere iniziative benefiche e culturali.

Il concerto è stato aperto con “Gli uomini non cambiano”, una delle canzoni più belle di Mia Martini ed è proseguito con altri grandi successi italiani tutti dedicati alle donne. Un omaggio particolare, alla vigilia della giornata a loro riservata, alle mamme con il pezzo portato sul palco di San Remo da Luca Barbarossa nel 1992: Portami a ballare. Il tocco internazionale è arrivato quando sono entrati in scena i Sangue Blues che, pur “orfani per un giorno” di Alessio Lodesani, hanno portato la forza della loro musica chiudendo l’esibizione con “What’s up”, un vero e proprio grido di dolore scritto dalla leader dei 4 Non Blondes .

Pierluigi Paesani, oltre a essere uno degli ideatori dell’evento, è musicista e si è esibito con la LPA Evolution. Ma sul palco non sono saliti solo i musicisti ma anche i veri protagonisti dell’evento, ossia le donne e i loro figli che sono ospiti della casa d’accoglienza, la presidente e la vice presidente della stessa struttura, l’avvocato del centro antiviolenza e un sovrintendente della Polizia di Stato. Ognuno di loro, nel proprio ruolo, ha portato una testimonianza. Le loro storie, seppur sussurrate, unite alla magia del canto e del ballo hanno emozionato i circa 400 spettatori con un incasso che, grazie alle tante aziende/attività che hanno coperto in toto le spese per un evento così complesso, è andato per intero alla casa famiglia e al centro antiviolenza.

Appuntamento al 25 giugno a Faleri Novi per un altro spettacolo che promette di essere strepitoso!

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