Regione Lazio, al via la nuova edizione dei buoni servizio per la non autosufficienza
Roma, 28 aprile 2026 – La Regione Lazio ha dato il via alla nuova edizione 2026 dei buoni servizio per la non autosufficienza, una misura di particolare rilievo per le famiglie che ogni giorno affrontano il carico di cura legato all’assistenza di persone fragili e non autosufficienti. Si tratta di un intervento importante, che Fidaldo segnala all’interno del proprio Atlante delle misure territoriali, perché rappresenta un sostegno concreto anche per le famiglie datrici di lavoro domestico che si avvalgono, in modo regolare, del contributo di assistenti familiari e badanti.
Per Andrea Zini, Presidente di Fidaldo: “Le nostre famiglie hanno necessità di sostegni, tutte le famiglie che hanno persone non autosufficienti ne hanno necessità. Fare la differenza tra lavoro regolare e lavoro nero è importante e, soprattutto, non è discriminatorio. Sono proprio queste misure di sostegno che permettono l’emersione del lavoro nero, dando sostegno alla famiglia, ma anche alla lavoratrice che può accedere e vedere riconosciuti i propri diritti sociali. Inoltre vi è una chiara visione pubblica, una visione di buona amministrazione, che rende ancora più importante questa misura: non si possono erogare denari di tutti senza trasparenza. I risultati, non solo nel Lazio danno riscontro positivo a questi ‘investimenti’ segnando tassi di lavoratrici in regola (numero lavoratrici ogni 100 famiglie) assolutamente superiori alla media nazionale. La Sardegna ed il Friuli Venezia Giulia hanno tassi superiori alla Lombardia, confidiamo che il Lazio segua questa strada”.
L’Avviso pubblico approvato dalla Regione Lazio consente di presentare domanda a partire dalle ore 12.00 del 15 aprile 2026 e fino alle ore 15.00 del 14 maggio 2026. I buoni potranno essere utilizzati per coprire le spese relative ai servizi fruiti dal 1° gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2026, con la possibilità dunque di riconoscere anche servizi già utilizzati nel corso dell’anno, purché rientranti nel periodo previsto dal bando.
La misura si inserisce nel quadro degli interventi regionali a favore della non autosufficienza con una funzione precisa: rafforzare e integrare, e non sostituire, i servizi e i sostegni già attivi sui territori. L’obiettivo è infatti quello di potenziare la rete di assistenza esistente, migliorare l’offerta dei servizi e dare un aiuto aggiuntivo alle famiglie che si trovano a sostenere costi spesso rilevanti e continuativi per la cura dei propri cari.
Un aspetto particolarmente significativo dell’intervento è la sua cumulabilità con altri servizi e contributi pubblici di natura socioassistenziale. Questo rende i buoni servizio uno strumento flessibile e prezioso, capace di inserirsi in un sistema di aiuti più ampio e di contribuire in maniera concreta alla tenuta organizzativa ed economica dei nuclei familiari coinvolti.
L’ammontare massimo del contributo è pari a 700 euro mensili, per un massimo di 12 mensilità consecutive. Si tratta dunque di un sostegno potenzialmente significativo, in grado di alleggerire una quota importante delle spese affrontate nel corso dell’anno per l’assistenza delle persone non autosufficienti.
I buoni possono essere utilizzati per accedere a diverse tipologie di prestazioni. In particolare, sono spendibili per l’assistenza domiciliare, con esclusione delle attività di carattere sanitario, purché erogata da enti accreditati; per i centri diurni socio-assistenziali e i servizi semiresidenziali autorizzati o accreditati; e per i servizi prestati da assistenti familiari con le quali o i quali sia stato sottoscritto un regolare contratto di lavoro, inquadrato nei livelli C Super o D Super del Contratto collettivo nazionale del lavoro domestico.
Proprio quest’ultimo aspetto assume una particolare rilevanza per Fidaldo, perché riconosce in modo esplicito il ruolo del lavoro domestico regolare e qualificato nel sistema di assistenza alle persone non autosufficienti. Il bando precisa inoltre che l’assistente familiare dovrà essere iscritta o iscritto al Registro comunale o distrettuale degli assistenti alla persona, oppure, in alternativa, dovrà possedere la qualifica di assistente familiare prevista dalla normativa regionale vigente. È una scelta che valorizza la qualità del servizio, la professionalità di chi presta assistenza e la regolarità dei rapporti di lavoro, elementi centrali per garantire tutela sia alle famiglie sia alle lavoratrici e ai lavoratori.
Possono richiedere i buoni servizio le persone residenti o domiciliate nel territorio della Regione Lazio che abbiano in carico di cura persone non autosufficienti e che siano in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso, tra i quali figura un ISEE non superiore a 30 mila euro. La domanda dovrà essere presentata esclusivamente online, attraverso la procedura telematica messa a disposizione dalla Regione Lazio.
È importante sottolineare che, per l’assegnazione del beneficio, non conterà l’ordine cronologico di presentazione della domanda. La graduatoria sarà infatti elaborata sulla base del valore dell’ISEE, partendo dalle domande ammissibili con indicatore più basso e procedendo fino a esaurimento delle risorse disponibili. Si tratta di un criterio che rafforza l’impianto sociale della misura, orientandola con maggiore nettezza verso i nuclei che presentano una più accentuata fragilità economica.
Le risorse già stanziate per questa misura ammontano a 25 milioni di euro, a valere sul Programma Fondo sociale europeo Plus 2021-2027. Un impegno finanziario rilevante, che conferma la volontà della Regione Lazio di investire in modo strutturato sul sostegno alla non autosufficienza e sulle famiglie coinvolte nei percorsi di cura.
L’iniziativa assume un peso ancora maggiore se letta alla luce della struttura del lavoro di assistenza nel territorio regionale. Nel 2024, secondo i dati Inps, nel Lazio risultano registrate 37.647 badanti. Si tratta in larga parte di donne, pari a 32.504, e in misura prevalente di lavoratrici straniere, pari a 26.202. Il Lazio si colloca così al quarto posto in Italia per numero di badanti registrate all’Inps, preceduto soltanto da Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia. Sono numeri che mostrano con chiarezza quanto il lavoro di cura e assistenza domiciliare sia ormai una componente essenziale del welfare familiare e territoriale, e quanto misure come i buoni servizio possano contribuire a sostenerlo e qualificarlo.
Per Fidaldo, questa misura rappresenta un segnale importante: da un lato offre un aiuto tangibile alle famiglie alle prese con la non autosufficienza; dall’altro riconosce il valore dell’assistenza familiare regolare come leva fondamentale per costruire un welfare di prossimità più forte, più ordinato e più giusto.
Che cos’è l’Atlante Fidaldo
L’Atlante Fidaldo è una mappa interattiva nazionale e regionale che raccoglie e rende consultabili le misure, i contributi e i sostegni economici disponibili per le famiglie che assumono lavoratrici e lavoratori domestici, come colf, badanti e baby sitter, nei diversi territori italiani. Realizzato da Fidaldo in collaborazione con IRS (Istituto per la Ricerca Sociale), l’Atlante nasce con l’obiettivo di offrire uno strumento pratico di orientamento per i datori di lavoro domestico, aiutandoli a individuare in modo semplice e immediato le opportunità attive a livello locale, regionale e nazionale. È un servizio pensato per dare maggiore trasparenza alle politiche di sostegno, favorire la conoscenza degli strumenti esistenti e accompagnare le famiglie verso un utilizzo più consapevole e regolare dei servizi di cura e assistenza.






















