La Cascina Triulza ad Expo Milano, ha accolto la presentazione di âRicominciamo dalla terraâ, un progetto di agricoltura sociale elaborato dalla FICT â Federazione Italiana ComunitĂ Terapeutiche, che mira a dare opportunitĂ lavorative e inclusione sociale a soggetti svantaggiati e psichicamente fragili.
Il CeIS di Viterbo era presente con il presidente don Alberto Canuzzi, alcuni collaboratori e una rappresentanza degli ospiti delle ComunitĂ terapeutiche.Hanno partecipato il Centro di SolidarietĂ di Arezzo e il Centro Gulliver di Varese.
Il Seminario, coordinato da Mariafederica Massobrio della FICT, ha visto la partecipazione del prof. Saverio Senni dellâUniversitĂ della Tuscia, di Martino Rebonato, esperto di politiche sociali e di Matteo Pisciotta, rinomato Chef del Ristorante âLuceâ di Varese. Lâevento è stato accompagnato da brevi intermezzi del coro Voicefull Quintet.
âContatto con la natura, fatica, pazienza, necessitĂ di fare le cose insieme e darsi delle regole: lâagricoltura è giĂ in se stessa una scuola di vita â spiega Mariafederica Massobrio â ma in particolare lo può essere per persone che hanno intrapreso un cammino di liberazione dalle dipendenze. Alcune delle nostre comunitĂ avevano potenzialitĂ agricole e con determinazione abbiamo elaborato il progetto, selezionato le persone motivate e trovato finanziatori a cui saremo sempre grati. Lâultimo traguardo raggiunto è il nostro marchio: A mani nude, che stiamo utilizzando per commercializzare i nostri prodotti, in particolare i mirtilli a Varese per i mirtilli, il miele ad Arezzo e lâolio a Viterboâ.
âPer me lâagricoltura sociale â ha raccontato il prof. Senni nella sua ricca relazione â è come il passaggio da un unâagricoltura in bianco e nero a una a colori, perchĂŠ realizza pienamente la multifunzionalitĂ dellâazienda agricola. Il lavoro agricolo ha innate proprietĂ terapeutiche, perchĂŠ ci aiuta a capire la vulnerabilitĂ , la reciprocitĂ e la responsabilitĂ : mirtilli, api e ulivi richiedono di essere curati e loro curano noi. Tra poco avremo una legge nazionale sullâagricoltura sociale e in questo quadro potremmo sviluppare grandi potenzialitĂ â.
âLâapproccio classico alla terapia psicologica ha dato molta importanza alla parola â ha spiegato Martino Rebonato â mentre sono state sottovalutate le proprietĂ
educative e riabilitative del lavoro manuale, in particolare di quello in campagna. Lâagricoltura sociale non può certo risolvere ogni problema, ma può innescare una grande svolta, soprattutto perchĂŠ il nostro sistema di welfare sia piĂš integrato ed efficaceâ.
âEâ stata una bella giornata â sintetizza don Alberto Canuzzi â perchĂŠ abbiamo potuto illustrare in un contesto internazionale il nostro impegno nellâagricoltura sociale. Per le persone accolte nelle nostre strutture lâazienda agricola del CeIS, associata alla Coldiretti, è uno strumento importante che integra lâazione terapeutica con lâattivitĂ produttiva e offre migliori prospettive per un vero reinserimento sociale. Mi auguro che le nostre autoritĂ â continua don Alberto â sappiano vedere e riconoscere concretamente questi importanti risultati, che oggi abbiamo presentato qui allâExpo di Milanoâ.


























