A Civita Castellana nella zona della chiesetta di Santa Susanna, insiste un agglomerato di massi in tufo su una larga pianura, la guida ambientale Anacleto Antonelli, vedendola un anno fa, l’aveva soprannominata la Stonehenge Falisca pensando che avesse qualche attinenza all’astronomia dei popoli antichi. In un primo momento, ha cercato qualche esperto che potesse studiare il sito ma è stato deriso da molti studiosi poi Stefano Cavalieri, studioso di orientazione astronomiche di chiese medievali, ha accolto la sua richiesta. Insieme hanno trovato la presenza di elementi squadrati all’apice delle strutture e solchi per liquidi scolpiti dall’uomo facendo ipotizzare ad una sorta di altare così dopo un preciso studio hanno trovato che i megaliti sono disposti in un ordine regolare e sono orientati in precisi punti cardinali in più allineando i massi riescono a puntare ad alcuni monti importati del luogo, Infine Cavalieri a ritrovato un effetto che aveva visto nei menir studiati nel periodo che ha trascorso in Sardegna, i megaliti guardati in una specifica angolazione imiterebbero il profilo dell’orizzonte, questi non potevano essere solo una serie di casi. Per rafforzare l’ipotesi della scoperta, hanno contattato l’archeologa Tatiana Melaragni ricercatrice e studiosa di geositi con orientamenti astronomici, nel primo sopralluogo ha potuto confermare la relativa scoperta: in relazione ad altri siti da lei studiati, non è semplice datare il sito ma per il momento può essere collegato nel periodo Eneolitico che va tra il 3000 al 2700 a.C. I megaliti in tufo sono disposti a griglia e potrebbero essere stati un mezzo con il quale la popolazione del luogo poteva misurare il tempo e l’alternarsi delle stagioni. La presenza di vasche e canali di scolo fa ipotizzare alla funzione di altari dedicati al rito della libagione, il sito poteva avere anche funzioni di un osservatorio astronomico riguardante il sorgere e tramonto del sole nelle relative stagioni, sono state trovati bassorilievi ornamentali o funzionali sono ancora in fase di studio e altri ambienti. La dottoressa Melaragni dopo questo primo studio ha intenzione di portarlo avanti e approfondirlo. Si precisa che lo studio di Anacleto Antonelli e Stefano Cavalieri non era stato divulgato alla dott.ssa Melaragni, proprio per non condizionare quest’ultima, a fine giornata lo studio dell’archeologa coincideva con quello dei due. La soddisfazione è stata tanta,la Dott.ssa Melaragni ha redatto una relazione per la sovrintendenza e ha pensato d’inserire il geosito in una sua futura pubblicazione certa di continuare gli studi del sito, Anacleto Antonelli e Stefano Cavalieri hanno avuto un’occasione più unica che rara, i massi vanno dai 5 agli 8 metri, trovare un sito di grandi proporzioni come questo in questi luoghi è impossibile, loro hanno lanciato il sasso sperando ad altri studi approfonditi per rivalorizzare un sito importante già dal vicino complesso monastico di Santa Susanna di Civita Castellana. Certo è che adesso quei megaliti saranno visti con occhi diversi. Prossimamente si terrà una conferenza al riguardo.



























