Il prossimo Primo Maggio si celebrerà a Marghera in un luogo che, oggi più che mai, assume un forte valore simbolico. Qui, dove recentemente 37 lavoratori sono stati licenziati e sostituiti da sistemi di intelligenza artificiale, le confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL si ritroveranno unite per ribadire un principio fondamentale: il lavoro non può perdere la sua dignità, nemmeno di fronte al cambiamento tecnologico.
La scelta di Marghera non è casuale. È il segno concreto di una trasformazione profonda che attraversa il mondo del lavoro: l’innovazione corre veloce, ma spesso lascia indietro le persone. La sostituzione di lavoratori con tecnologie avanzate pone interrogativi urgenti non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale ed etico.
Il tema di quest’anno, “lavoro dignitoso”, richiama un concetto che va oltre il semplice diritto all’occupazione. La dignità lavorativa significa sicurezza, stabilità, equità salariale, possibilità di crescita e riconoscimento del valore umano del lavoro. Ma significa anche, con forza, contrastare quelle forme di lavoro povero che svuotano di senso e valore l’occupazione stessa.
Il lavoro dignitoso non è il cosiddetto “lavoro povero”, sempre più diffuso anche nel nostro Paese, spesso frutto distorto di una contrattazione al ribasso portata avanti da soggetti poco o nulla rappresentativi: i cosiddetti “contratti pirata”. Si tratta di accordi che comprimono salari e diritti, creando dumping contrattuale e mettendo in competizione i lavoratori al ribasso. Al contrario, il lavoro dignitoso deve essere giustamente retribuito, tutelato e sicuro. Deve garantire condizioni adeguate, protezioni reali e prospettive di vita dignitose.
In questo quadro, emerge con forza l’approccio che storicamente caratterizza la CISL: un sindacato riformista, autonomo e partecipativo, che punta sulla contrattazione di qualità, sulla responsabilità condivisa e sulla centralità della persona nel lavoro. La sfida dell’intelligenza artificiale non si affronta con posizioni difensive o ideologiche, ma attraverso il dialogo sociale, la contrattazione e la capacità di governare i processi di innovazione, mettendo al centro lavoratrici e lavoratori.
Sono particolarmente significative, in tal senso, le riflessioni di Padre Paolo Benanti, che richiama la necessità di orientare le tecnologie al bene comune. L’intelligenza artificiale, infatti, non è neutrale: richiede scelte consapevoli e una governance capace di coniugare sviluppo e giustizia sociale.
Un messaggio che si ritrova anche nelle parole di Papa Francesco, che ha più volte sottolineato come il lavoro sia espressione della dignità della persona e strumento fondamentale di inclusione. Le trasformazioni tecnologiche, ha ricordato, non devono mai tradursi in nuove forme di esclusione o marginalità, ma devono essere accompagnate da politiche che tutelino e valorizzino il lavoro umano.
Il Primo Maggio di Marghera sarà inoltre un momento centrale di confronto e partecipazione, con i comizi dei segretari generali Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, a testimonianza dell’unità sindacale su un tema cruciale per il presente e il futuro del Paese.
Proprio Daniela Fumarola richiama con forza il valore del lavoro stabile e di qualità: «Povertà e marginalità sociale non si combattono con l’assistenzialismo, ma con il lavoro ben formato, contrattualizzato e retribuito. È il lavoro che dà dignità e inclusione». Parole che sintetizzano una visione chiara: senza buona occupazione non c’è sviluppo sostenibile né coesione sociale.
Nell’era dell’intelligenza artificiale, il lavoro cambia forma ma non deve perdere i suoi diritti fondamentali. È necessario costruire nuove tutele capaci di rispondere alle sfide della digitalizzazione: dalla formazione continua per permettere ai lavoratori di aggiornare le proprie competenze, fino a strumenti di protezione per chi rischia di essere espulso dai processi produttivi.
Servono inoltre nuovi diritti: il diritto alla formazione permanente, alla partecipazione nei processi di innovazione, alla trasparenza degli algoritmi che incidono sulle condizioni di lavoro. Diritti che devono essere costruiti e consolidati attraverso una contrattazione forte, inclusiva e realmente rappresentativa.
Il Primo Maggio di Marghera sarà quindi non solo una celebrazione, ma un momento di mobilitazione e proposta. Un’occasione per ribadire che l’innovazione va governata e contrattata, affinché produca valore condiviso e non nuove disuguaglianze.
CGIL, CISL e UIL, insieme, lanceranno un messaggio chiaro: il futuro del lavoro non può prescindere dalla dignità delle persone. In un’Italia che cambia, è necessario costruire un nuovo patto sociale che metta al centro il lavoro, la sua qualità e il suo valore, rafforzando il ruolo della rappresentanza e della buona contrattazione.
Perché non esiste vera innovazione senza giustizia sociale. E non esiste sviluppo senza lavoro dignitoso.
La Segretaria Generale della Cisl di Viterbo
Elisa Durantini






















