RACCONTI BREVI/Silenzio

lenzuola

Il ragazzo in lutto apre la porta di casa. I componenti del galeone sono sparsi sul pavimento, il corpo del nonno giace lì a fianco. Il ragazzo dell’incubo entra dietro di lui e chiude la porta, guarda per un attimo il cadavere poi volge lo sguardo al soffitto. Il ragazzo in lutto dice: <<Vado a cercare una coperta decente>>. L’altro rimane lì da solo, se così si può dire, data l’inanimata compagnia. È un po’ a disagio, apre la finestra ed esce in balcone. Dall’altra parte della piazza un gruppo di persone è rivolto verso l’uomo ubriaco. Al ragazzo dell’incubo sembra di avere un déjà vu: è la seconda volta che assiste alla stessa scena questa mattina. Ci aveva preso in pieno, una giornata cominciata così presagisce brutte sorprese. Il ragazzo dell’incubo torna nel salone con una coperta color sabbia decorata con disegni stile barocco, dice: <<Dammi una mano>>. I due compagni stendono la coperta per terra, prendono il nonno uno per le gambe e l’altro per le braccia, lo sollevano e ce lo adagiano sopra. Dopodiché lo coprono e arrotolano il tessuto intorno al corpo. Il ragazzo dell’incubo prende i sacchi condominiali dell’immondizia e ne infila uno sotto e uno sopra, poi ne mette altri due, dice: <<Così dovrebbe bastare>>. Dopo una breve discussione sul luogo in cui far riposare la salma optano per il garage. Al momento è il luogo più sicuro e isolato della piazza, soprattutto  quando il corpo quando comincerà ad andare in decomposizione. Sono al secondo piano, quello dei garage è nell’interrato: 3 rampe di scale da scendere con sessanta chili di salma, il nonno era magro. Cominciano la discesa, il ragazzo dell’incubo è davanti e tiene la parte dei piedi. Il ragazzo in lutto fa cadere il fardello un paio di volte, un tonfo pesante, sordo e privo di eco. Al primo piano, la porta dell’appartamento della ragazza bellissima è aperta, lei è sulla soglia e li guarda, loro si fermano. Si è cambiata, indossa dei leggings coperti di ricami floreali e una canottiera bianca, ha messo il reggiseno. Il ragazzo dell’incubo, che è davanti, dice: <<Non è come sembra>>. Per la terza volta il ragazzo in lutto fa cadere il corpo, un tonfo pesante, sordo e privo di eco. La ragazza bellissima entra in casa, chiude la porta e i due compagni riprendono la discesa. Dopo una sosta a piano terra riescono ad arrivare a destinazione. Aprono il garage e sistemano la salma sul pavimento gelido. Il ragazzo dell’incubo si allontana un po’ e osserva il ragazzo in lutto davanti al corpo del nonno. Non vorrebbe essere lì, sente di dover dire qualcosa. L’altro, come se avesse percepito il suo pensiero, dice: <<Puoi andare. Lasciami solo>>. Il ragazzo dell’incubo se ne va: non c’è niente da dire. Sale le scale ed esce dal portone.

Davanti la tabaccheria c’è il corpo della donna che ha pestato il vomito. Un uomo sta piangendo, tiene un lenzuolo in mano. Lo apre e lo scuote nell’aria, il rumore leggero e deciso che fanno le bandiere percosse dal vento. Copre la donna. Il lenzuolo è celeste e pulito, ha lo stesso colore del cielo. Il ragazzo vorrebbe dire che il garage, in questo momento, è un buon posto per proteggere una salma, tuttavia rimane in silenzio: non c’è niente da dire.

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