Daniela Stampatori: un’appassionata della Tuscia

Donatella Agostini

“Ero arrivata da poco a Viterbo, per frequentare la facoltà di Beni Culturali. Mia madre venne a trovarmi e disse, che bella questa città! Peccato però, un po’ sporca… mi ferì che parlasse così di un posto di cui vedevo soltanto la bellezza. Una città che già amavo e in cui avevo scelto di vivere, non sapevo ancora se per un periodo o per sempre”. Daniela Stampatori, di Porto Sant’Elpidio, oggi una delle più apprezzate guide turistiche della Tuscia, poi Viterbo l’ha scelta sul serio. E ha deciso di vivere nel centro storico, quello più autentico e vero, dove “ci si conosce e ci si saluta tutti. Mi fa impazzire questa dimensione viterbese in cui ci si trova a vivere contemporaneamente in un paese e in una città. La piazzetta, il ristorantino, l’aperitivo all’aperto…. Uffici e negozi a due passi da casa. Viterbo è altamente vivibile. E questo io lo racconto ai miei turisti, che si informano perfino su quanto costano le case”, continua sorridendo Daniela. Minuta e vivace come un folletto, la Stampatori nasce nelle Marche, una regione che al forte spirito imprenditoriale associa una tradizionale vocazione turistica. Nel 1999 si trasferisce a Viterbo per frequentare l’Università della Tuscia, dove si laurea in Archeologia. E, con l’obiettività tipica di chi proviene da fuori, racconta di aver trovato allora una città ricca, “dove non c’era bisogno di tenere gli esercizi aperti la domenica. Poco importava se i turisti che venivano a visitare la città trovassero bar e negozi chiusi. I viterbesi stessi sembravano inconsapevoli di vivere in un luogo che poteva diventare un tesoro”. Con la crisi sono cambiate anche le abitudini dei viterbesi. “Ci si è rimboccati le maniche, e si è capito finalmente che il turismo poteva diventare una risorsa”. Nel tempo, anche le varie amministrazioni hanno tentato di operare in questo senso. Dal 2009, anno in cui diventa guida turistica, Daniela accompagna gruppi di visitatori alla scoperta delle meraviglie del nostro territorio, soprattutto durante la primavera, quando la Tuscia è invasa da gite e scolaresche. “Per molto tempo nel Lazio la meta del turismo è stata esclusivamente Roma. Oggi però il concetto di vacanza equivale sempre più a relax e alla fuga dal caos di tutti i giorni. E la Tuscia offre tranquillità, paesaggi meravigliosi, storia e cultura, eventi di richiamo, un’ottima cucina e aria pulita”. Un’offerta vincente supportata anche dagli incoraggianti dati statistici, che parlano di un numero crescente di presenze presso le nostre strutture ricettive. Daniela è abilitata a svolgere il suo lavoro in tutto il territorio nazionale, comunità Europea compresa. “Ma non ho interesse per le città affollate, per le code di entrata ai musei, per il caos. Molto meglio accogliere i miei turisti con calma, coccolarli, seguirli con amore e professionalità alla scoperta del parco di Bomarzo, del palazzo Farnese a Caprarola. Narrare dei fatti avvenuti tra le antiche pareti e gli alberi secolari, far rivivere personaggi, raccontare episodi e curiosità. Quelli della Tuscia sono luoghi autentici, che non danno un’impressione di artificiosità ad uso e consumo turistico, come avviene in altre parti di Italia. Che poi i turisti soddisfatti fanno passaparola, e la Tuscia viene conosciuta sempre di più”. Daniela viene definita “la guida social”, perché consapevole dell’enorme potenziale che hanno le moderne tecnologie, per lo sviluppo del marketing territoriale, utilizza Facebook e la sua pagina web come efficace traino per promuovere le bellezze del nostro territorio. “È su un turismo sostenibile, di qualità, che deve puntare la Tuscia: non certo su un turismo di massa, che richiederebbe strutture logistiche diverse”, continua. Un turismo che trovi un’accoglienza familiare, affettuosa, che si concretizza nell’offerta dei bed&breakfast, sempre più numerosi e affollati. “Viterbo oggi non è più sporca di un tempo: cicche di sigarette tra i sampietrini, guano di piccioni, cestini debordanti, c’erano anche prima. È cambiata però la sensibilità degli abitanti, che oggi manifestano la loro indignazione sui social. Questo sicuramente è positivo e fa sperare in un cambiamento. Quella del decoro urbano è una responsabilità che andrebbe equamente divisa tra amministrazione e cittadini. Un problema di educazione civica e ambientale, da estendere alle giovani generazioni. Non costerebbe nulla ad esempio ai fumatori, buttare il mozzicone in un portacenere portatile, anziché gettarlo a terra”. E, sempre secondo Daniela, per imprimere una decisiva svolta in direzione di una Tuscia a dimensione turistica matura e funzionale, andrebbero potenziati i trasporti pubblici nell’intera provincia. “Spostarsi sui bus di linea è difficile, specie la domenica. Mancano le tratte e i collegamenti”. A fianco della crescita qualitativa e quantitativa delle strutture ricettive, Daniela indica nell’agricoltura un altro asso nella manica del nostro territorio. I prodotti biologici, tradizionali, a chilometri zero, riscuotono un grande successo nei visitatori. “Quelli che vengono nella Tuscia per la prima volta non sanno spesso cosa aspettarsi. E trovano una terra tanto bella da farli rimanere a bocca aperta, e da indurli a ritornare”, conclude Daniela Stampatori. “I miei gruppi mi dicono: tu non sei di Viterbo, lo si capisce dal fatto che quando ne parli ti brillano gli occhi”. È la luce che vive nello sguardo di chiunque ha la fortuna di svolgere una professione che ama. E nel caso di Daniela Stampatori, è anche una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti della città in cui ha scelto di vivere.
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