Visto da noi: Arrivederci professore, una lezione di vita affidata a un dolente Johnny Depp

di Nicole Chiassarini

Abbiamo visto e vi raccontiamo di “Arrivederci Professore” (The Professor), una commedia drammatica diretta da Wayne Roberts e distribuita da Notorius Pictures, uscito nelle sale lo scorso mese di giugno, il film racconta di Richard Brown (Johnny Depp), professore di letteratura inglese che scopre di avere una grave malattia la quale lo porterà a decidere di andare oltre quei limiti che si era sempre imposto.
Il professor Brown scopre di avere un cancro ai polmoni in stato avanzato e poco più di sei mesi ancora da vivere. Deciso a rifiutare le cure, prima di morire Richard modifica drasticamente la sua vita, iniziando dal suo corso al college: caccia dalle sue lezioni chiunque non sia interessato e spinge gli allievi rimasti a liberare la loro voce; scandalizza studenti e colleghi con atteggiamenti ribelli; beve fino a superare il limite; sperimenta nuove avventure sessuali; cerca di essere il più franco possibile con la moglie Veronica, l quale dichiara di tradirlo e di amare incondizionatamente la figlia Olivia. Per Richard sarà un liberatorio e terapeutico congedo dalla vita che fino a quel momento lo aveva spinto alla monotonia.
In un mondo ordinato e asettico, Johnny Depp, ancora una volta veste i panni di un personaggio stralunato, un dandy decadente o decaduto che progressivamente scardina quel suo presente con una ribellione disperata e salvifica, in una convergenza tra esigenze drammatiche e riferimenti autobiografici.
Una pellicola su un uomo che sceglie di opporsi al pensiero uniforme che lo circonda, che vuole vivere gli ultimi mesi di vita fra gioia infantile, politicamente scorretto e la dolcezza di quei sentimenti perduti e ritrovati. Una storia sì di malattia, ma anche di liberazione dalla monotonia che si può vivere ogni giorno, senza rendersi conto di stare a sprecare il proprio tempo. Il regista, nel suo secondo film, ispirato dai grandi film come “L’Attimo Fuggente” e “American Beauty” vuole ancora una volta portare sul grande schermo quelle storie conosciute sull’istituzione scolastica, sui giovani studenti che devono essere liberati dall’oppressione delle convenzioni sociali, ma anche la crisi di un uomo che decidere di mostrarsi per davvero, eliminando quel velo di finzione dalla sua vita pubblica e privata. Ma, forse, l’inesperienza del regista non ha aiutato la sua stessa sceneggiatura, che presenta alcune incongruenze con quello che è la storia che si vuole raccontare. Per quanto il professore voglia sia salvare sé stesso che i suoi studenti, questi ultimi non sono a conoscenza della malattia del loro insegnante e perciò non viene a crearsi nessun rapporto tra le due parti, con la conseguenza di un racconto lontano dai fini della trama, gli stessi che accomunerebbero il film alle altre due pellicole più famose. Ma dimentica anche di costruire un contesto più umano e personale. La presenza della moglie che lo tradisce e della figlia che dichiara di essere omosessuale, sono infatti un lieve contorno appena accennato e non risultano vive e palpabili come dovrebbero. L’unica figura degna di nota rimane così il miglior amico Peter, interpretato da Danny Huston.
Pertanto l’impressione è quella di assistere ad un film tramortito dalle sue stesse aspirazioni, ma che viene decisamente salvato da quelle scene meglio riuscite e divertenti, che si mostrano con alternanza nel piatto procedere degli eventi. Tutte giocate dal carisma di Johnny Depp, il quale reduce dall’addio impostogli alla saga di Pirati dei Caraibi, ha deciso di mettersi nudo e sfoderare una performance a tutto tondo e sinceramente commovente, complice forse la sua vita privata, non proprio rosea in questo periodo. Infatti l’indolenza causata da una sceneggiatura che vuole raccontare molto, ma con poche immagini, viene ridestata grazie a dialoghi d’effetto recitati con la giusta intensità ed espressività dietro cui si celano sentimenti autentici.
Un film, che nonostante non riesca a raccontare la sua vera forza distruttiva, è in grado di far riflettere su un tema forte e amaro, qualcosa che in un modo o nell’altro viviamo ogni giorno. Il desiderio di libertà, la voglia di salvare la propria vita da un destino noioso e il coraggio di andare avanti. Arrivederci Professore la storia paradossale di un uomo che guarisce poco prima di morire.

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI