Tecniche di Evoluzione Assistita, Abaco Lazio: “Il Parlamento Europeo tradisce la salute pubblica e il diritto a una cibo sano”

Abaco Lazio

La decisione del Parlamento Europeo di dare il via libera alle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) — in sostanza nuovi OGM “mascherati” — rappresenta un atto di grave irresponsabilità. Sotto la facciata di una presunta innovazione, si cela in realtà un esperimento condotto direttamente sulla pelle dei cittadini.

L’Italia, tra l’altro, è stata tra i principali sponsor di questa manovra, nonostante, per storia e contesto sociale, avrebbe dovuto battersi in prima fila contro questi processi. Una decisione che autorizza l’ingresso sulle nostre tavole di prodotti contenenti mutazioni genetiche non certificate, e che cerca di impedire qualsiasi opposizione popolare, negando il diritto a un’informazione obiettiva.

La soglia del “limite 20” fissata dal Parlamento europeo è un insulto all’intelligenza e alla cautela scientifica. Attraverso questa scappatoia antiscientifica si definisce, senza alcun criterio reale, che un numero inferiore a 20 mutazioni comporti un basso rischio. Peccato che la salute pubblica non si misuri in percentuali di tolleranza o, peggio, in “potenziale rischio”. Affermare che un alimento sia sicuro in funzione del numero di varianti introdotte è una scommessa azzardata ed estremamente pericolosa, le cui conseguenze ricadranno esclusivamente sulle spalle della popolazione. È inaccettabile che in un Paese come l’Italia, che vanta un patrimonio di biodiversità agricola unico al mondo, riconosciuto persino dall’UNESCO, si aprano le porte a produzioni che minano proprio quella biodiversità che si dovrebbe tutelare.

Un Governo, che si riempie la bocca (e forse anche le tasche) con la retorica del “Made in Italy” e della “sovranità alimentare”, arrivando a cambiare nome ai Ministeri, si mostra in realtà suddito delle logiche delle multinazionali dell’agroindustria e delle biotecnologie. È vergognoso che un simile provvedimento arrivi in un Paese dove almeno 6 milioni di cittadini devono rinunciare alle cure e un bambino su quattro soffre di malnutrizione, per le condizioni economiche, per loro questa decisione suona come una condanna.

Accettare la distribuzione di alimenti non tracciati eliminando l’identificazione dei prodotti geneticamente manipolati significa, di fatto, trasformare i cittadini in cavie di prodotti proposti a un costo inferiore proprio perché potenzialmente nocivi. Con salari bloccati e il potere d’acquisto ridotto al minimo, una spesa “attenta” diventa per molti un lusso insostenibile. È una politica pesantemente classista quella che sacrifica la nostra salute sull’altare del profitto delle multinazionali.

Non permetteremo che il diritto a un’alimentazione sana e bilanciata venga gettato nella pattumiera per logiche speculative. Esigiamo una chiara tracciabilità, etichettature trasparenti e un accesso equo a beni alimentari sicuri per tutti.

La lotta per un’agricoltura libera da OGM e per il diritto a un cibo sano continua.

 

 

A.Ba.Co. – Asia – Movimento per l’Abitare – USB

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