San Michele in Teverina, il borgo che si fa trovare pronto con Cecile e Philippe

di Luciano Pasquini

E’ proprio un piccolo borgo o meglio una piccola frazione di Civitella d’Agliano, situato su una diramazione della strada che porta e alla più conosciuta Civita di Bagnoregio . Come tutti i piccoli tesori va cercato. Qui ogni pietra ed ogni casa hanno una storia da raccontare. Una lunga strada attraversa il paese e conduce alla Piazza del Castello dove si trova “Il Castello di San Michele in Teverina”dove si parla francese grazie ai nuovi proprietari Cecile e Philippe giunti nella Tuscia, in virtù di un amore coltivato da tempo,sino a quando è arrivata l’occasione di realizzare il sogno inseguito da tempo, il loro castello. Ci attendono sul portone per accompagnarci nella visita. È un viaggio nel tempo dal medioevo ai giorni nostri, nel nostro giro come in una scatola cinese si susseguono stanze finemente decorate dove lo sguardo fatica a posarsi, tanto l’intorno è così’ pieno e prezioso. Quadri, affreschi, mobili raccontano la lunga storia del castello. Ambienti rimasti immutati o sapientemente recuperati rendono la visita emozionante. Ciò che da merito ai nuovi proprietari è la voglia di farlo diventare epicentro del posto, il il perno di nuove iniziative. In tanti vi giungono da ogni parte del Paese ed ora dalla Francia, è un alloggio di classe per il viaggiatore alla ricerca di quiete e panorami mozzafiato.Ma anche un luogo per vivere i propri momenti importanti che s’immergono nell’immensa bellezza del contesto tra valle dei calanchi, e sentieri.
L’idea della condivisione si concretizza per Cecile e Philippe nell’aprire il loro maniero al pubblico mercoledi 21 agosto dalle ore 11.00 alle ore 13.00.
Una visita che consente la conoscenza di una preziosità del nostro territorio forse a troppi ancora sconosciuta.

Un pò di storia:
San Michele in Teverina,fu fondato da Pietro di Mugnano nel 1164 e da questi prese l’originario nome di Castel di Piero. Con apposito atto di sottomissione esso fu assoggettato ad Orvieto e, malgrado la vicinanza con Civitella, ebbe una vita politica separata ed i suoi signori furono sempre al servizio della Santa Sede. Ne furono proprietari i discendenti della famiglia Baglioni di Perugia, che lo tennero fino al 1600 allorchè fu venduto alla famiglia dei Benedetti di Spoleto. Il conte Nicola Benedetti nel 1726 ebbe l’autorizzazione papale per cambiare il nome del Castello in quello attuale di San Michele in Teverina. Durante il dominio francese il comune fu ascritto dapprima al dipartimento del Cimino, cantone di Bagnoregio (1798-1799) e poi al dipartimento di Roma, circondario di Viterbo, cantone di Bagnoregio con gli appodiati di Castiglione in Teverina e Castel Cellesi (1810-1815). Con la Restaurazione e la riforma del 1816 San Michele tornò luogo baronale appartenente alla delegazione di Viterbo, governo distrettuale di Orvieto, e successivamente podesteria dipendente dal governo di Bagnoregio, sempre nell’ambito del distretto di Orvieto. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, avvenuta nel 1870, il centro fu ascritto alla provincia di Roma fino al 1927 allorché venne soppresso e annesso al Comune di Civitella d’Agliano facente parte della neoistituita provincia di Viterbo.Dove si ancor si colloca.

Si ringrazia la guida Anna Rita Properzi, l’associazione Urban Forest che ci ha guidato lungo i sentieri dei calanchi, Cecile e Philippe per l’accoglienza calda riservataci.

 

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