“Altopiano dell’Alfina va salvato da geotermico Castel Giorgio”

Sono le parole tratte dall’intervista al Corriere della Sera della scrittrice Susanna Tamaro che l’Altopiano dell’Alfina lo respira dal suo casale in stretto confine tra l’Alto Lazio e l’Umbria.- “Viaggiare in Italia può essere davvero sconfortante se si è coscienti delle bellezze e delle potenzialità del nostro Paese. Pensavo a queste cose in relazione ad un progetto che incombe ormai da anni nella zona del lago di Bolsena, precisamente sull’incantevole e incontaminato altipiano di Torre Alfina”.
La costruzione di un impianto pilota geotermico denominato Castel Giorgio da parte della società ITW&LKV Geotermia Italia spa, con finanziamenti stranieri è una minaccia alla bellezza e alla vocazione naturale di quel territorio, di cui anche le sorelle Rohrwacher , attrici ne sono stati testimonial nella campagna I luoghi del Cuore del Fai.
In quel territorio il loro padre svolge l’attività di apicoltore .
Siamo tutti appassionati delle innovazioni che il progresso ci porta, ma su questo preciso impianto geotermico a ciclo binario – che dovrebbe estrarre energia elettrica dalle acque termali rimane molta perplessità.
Un impianto che minaccia la bellezza di un luogo come il Lago di Bolsena.
Nella riunione del giorno 8 settembre al Mise Ministero dello Sviluppo Economico(conferenza dei servizi), secco il No dei Sindaci del territorio umbro laziale interessato: Orvieto,Castelgiorgio,Castelviscardo,Porano,Acquapendente,Bolsena,Montefiascone, Dovranno essere affrontate con ingegno e realismo tutte le situazioni legate al progetto.

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